Il comune Aldilà irlandese e … giapponese


TIR NA NOG

Eravamo in piedi nel regno
E vicino al cancello della villa
Rimanemmo estasiati dal silenzio
Mentre gli uccelli cantavano il loro canto celeste
A Tir Na Nog
Ci fermammo nella chiesa d’Irlanda
E pregavano nostro padre
E ci arrampicammo sul fianco della montagna
Con il fuoco nel cuore
E camminammo fino a Tir Na Nog
Ho detto con gli occhi
Che ho riconosciuto il tuo mento
Eri il mio amico/a perduto da tempo
Per aiutarmi da un’altra vita
Ci siamo presi per mano
E piangevamo come un fiume quando ci salutammo
E siamo andati a piedi fino a Tir Na Nog
Abbiamo fatto un grande collegamento
In un giorno d’autunno dorato
Eravamo in piedi in giardino, bagnati dalla pioggia
E le nostre anime erano di nuovo giovani
A Tir Na Nog
E fuori la tempesta infuriava
Fuori da Gerusalemme
Abbiamo guidato sui nostri carri di fuoco
Seguendo il grande sole ad ovest
Salendo, salendo, a
Tir Na Nog
Sei entrato/a nella mia vita
E tu mi hai riempito e mi hai riempito
Oh così gioioso/a
Dai flussi cristallini chiari e freddi
Dove le strade erano tranquille e silenziose
E abbiamo camminato per tutta la strada
A Tir Na Nog
Come possiamo non essere attaccati
Dopotutto siamo solo umani
L’unico modo per non tornare mai più
Solo che non vorrei che tu
Se non fossimo di nuovo insieme
A Tir Na Nog
Siamo già stati insieme
In un’altra incarnazione
E ci amavamo anche allora
E ci sedemmo in contemplazione
Tante, tante, tante volte mi hai baciato gli occhi
A Tir Na Nog
Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)


Tir Na Nog

We were standing in the kingdom
And by the mansion gate
We stood enraptured by the silence
As the birds sang their heavenly song
In Tir Na Nog
We stopped in the church of Ireland
And prayed to our father
And climbed up the mountainside
With fire in our hearts
And we walked all the way to Tir Na Nog
I said with my eyes 
That I recognized your chin
It was my long lost friend
To help me from another lifetime
We took each others hands 
And cried like a river when we said hello
And we walked to Tir Na Nog
We made a big connection
On a golden autumn day
We were standing in the garden wet with rain
And our souls were young again
In Tir Na Nog
And outside the storm was raging
Outside Jerusalem
We drove in our chariots of fire
Following the big sun in the west
Going up, going up, to
Tir Na Nog
You came into my life
And you filled me and you filled me
Oh so joyous
By the clear cool crystal streams
Where the roads were quiet and still
And we walked all the way
To Tir Na Nog
How can we not be attached
After all we’re only human
The only way then is to never come back
Except I wouldn’t want that would you
If we weren’t together again
In Tir Na Nog
We’ve been together before
In a different incarnation
And we loved each other then as well
And we sat down in contemplation
Many many many times you kissed mine eyes
In Tir Na Nog

Fonte: LyricFind
Compositori: Van Morrison
Testo di Tir Na Nog © BMG Rights Management

Vi chiederete cos’hanno in comune il Giappone, l’Irlanda e altre mitologie in fatto di Aldilà … beh tutto o molto insomma.

Ecco una canzone del mitico Van Morrison che cita il Tir Na Nog. Che sarà vi chiedete voi e cosa c’entra col Giappone. Andiamo a scavare :

Tír na nÓg

Tír na nÓg (“Terra del giovane eterno“) è l’altromondo della mitologia irlandese, probabilmente il meglio conosciuto, grazie al mito di Oisín e Niamh (Ciclo di Fianna). Si trovava dove i Túatha Dé Danann o Sidhe si stanziarono quando lasciarono la superficie dell’Irlanda e fu visitata da alcuni dei più grandi eroi irlandesi. Tír na nÓg è simile ad altre mitiche terre irlandesi come Mag Mell e Ablach. Era un luogo ai confini del mondo, collocato su un’isola lontana, a ovest. Lo si può raggiungere con un arduo viaggio o su invito di uno degli elfi che vi risiedono. Molti racconti popolari del Medioevo narrano di numerose visite di eroi e monaci irlandesi a quest’isola.

Storia

Questo “aldilà” è un posto in cui la malattia e la morte non esistono. È un luogo di giovinezza e bellezza eterna, dove la musica, la resistenza, la vita e tutti i passatempi piacevoli stanno insieme in un singolo posto. Qui la felicità dura per sempre, nessuno desidera cibi o bevande. È l’equivalente celtico dei Campi Elisi greci e romani o del Valhalla vichingo. Tír na nÓg svolge un ruolo importante nel racconto di Oisín e di Niamh, che fa da guida al primo. I due viaggiano insieme fino al regno benedetto, dove l’eroe trascorre un po’ di tempo. Alla fine, però, la nostalgia di casa prende il sopravvento e Oisín vuole tornare in patria. È devastato dall’apprendere che in Irlanda sono trascorsi 100 anni dall’inizio del suo viaggio, sebbene per lui sia passato un solo anno. Può vedere l’Irlanda dalla parte posteriore del cavallo magico di Niamh, che lo avverte di non toccare la terra, poiché il peso di tutti quegli anni scenderebbe su lui in un momento. Oisín non fa attenzione al consiglio e immediatamente diventa vecchissimo. Si è ipotizzato che fosse caduto da cavallo nella zona di Elphin(contea di Roscommon). Poté raccontare la sua storia a San Patrizio e ricevere da lui la benedizione prima di morire. 

Questo racconto presenta notevoli somiglianze con molte altre leggende, compresa quella di Urashima Tarō.

  • È il paese delle fate nel fumetto Ancient Magus Bride di Kore Yamazaki
  • Nella serie televisiva Carnival Row prodotta da Amazon Prime Video, il nome del continente di Tirnanoc da cui proviene la protagonista è chiaramente ispirato da Tír na nÓg.
  • Nel film Titanic, di James Cameron, questo luogo viene nominato da una madre che mette a letto i suoi figli durante l’affondamento della nave.
  • Nella serie animata Winx Club è il regno segreto delle fate terrestri.

Bibliografia :

Urashima Tarō

Urashima Tarō (浦島太郎?) è una storia giapponese.Urashima Tarō in un’illustrazione del XIX secolo.

Trama :

Parla di un pescatore che soccorre una tartaruga malmenata sulla spiaggia da dei bambini e viene ricompensato con una visita al Ryūgū-jō, il Palazzo del drago.

Trascorre tre giorni felici in questo regno subacqueo. Alla fine, però, viene sopraffatto dalla nostalgia di casa e chiede alla regina Otohime il permesso di farvi ritorno. Lei acconsente e gli dona una scatola tempestata di gioielli, raccomandandogli però di non aprirla mai, per nessuna ragione. Giunto a casa, scopre che nel mondo reale sono trascorsi oltre trecento anni e nessuno può ricordarsi di lui.

Caduto in depressione, si reca sulla spiaggia e si ricorda della scatola ingioiellata. La apre e fuoriesce una nuvola bianca. Così invecchia e muore, poiché la scatola conteneva la sua età reale.

LE SONGE D’OSSIAN

Artiste(s) : INGRES Jean Auguste Dominique

Le songe d’Ossian
© Musée ingres, Montauban

En 1811, Jean-Auguste-Dominique Ingres

Buon divertimento !

Il sogno di Ossian è la stessa leggenda, il cavaliere invecchia istantaneamente perché nel viaggio per ritornare alla sua terra scenda da cavallo per aiutare dei viandanti a cui si è rovesciata la carretta.

Questo il profumo di Oriza Legrand ispirato ai miti citati che potete trovare presso l’hotel Ascona. durante la visita è possibile immergersi nell’ARCHIVIO LUIGI PERICLE, anch’esso presso l’hotel Ascona

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