Oberon e Titania … un viaggio nell’universo Celtico

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Islanda, niente ruspe nei luoghi del mito così gli Elfi fermano la nuova autostrada

HANNO vinto gli elfi. Giù le mani dalle nostre case di lava, dai silenzi della verde brughiera. Ferme le ruspe, spenti i caterpillar: la nuova superstrada che doveva collegare la periferia della capitale Reikjavik con la meravigliosa penisola di Alftanes, dove si trova la Casa Bianca del presidente Olafur Grimsson, si è improvvisamente arrestata davanti al “popolo invisibile”: «Dicono che gli elfi vivano in un gruppo di rocce lungo il percorso: dobbiamo rispettare questa credenza », ha spiegato il portavoce del Dipartimento stradale islandese Petur Matthiasson all’incredula inviata della Bbc , mostrando i puntini rossi della “Cappella degli elfi” e della “Chiesa degli elfi” sulla cartografia ufficiale del progetto.

Il braccio di ferro tra economia e fiaba andava avanti da mesi, e si è risolto a vantaggio dei miti del Grande Nord agitati come un vessillo dagli ambientalisti: un simbolo contro cui la ragion di stato ha abbassato la guardia e stralciato il progetto. Alla fine si è trovata una mediazione: la casa degli elfi è salva, le immense rocce della “Chiesa” e della “Cappella” di roccia lavica in cui la veggente Ragnhildur Jonsdottir assicura che gli “uomini invisibili” vivano indisturbati da millenni non saranno demolite per distendere l’asfalto della superstrada ma verranno accuratamente sollevate e spostate un po’ più in là, lasciando il tempo agli elfi di trasferirsi temporaneamente al sicuro per sopportare il trasloco. Un’operazione che costerà una fortuna, ma che rispetterà i gioielli disegnati dalla natura nei campi di lava di Galgahraun, la terra selvaggia abitata dagli elfi che la superstrada attraverserà.

Dicono gli studi (Università d’Islanda, 2007) che sei islandesi su dieci credano agli elfi, ma non è esattamente come credere a Babbo Natale: identificano negli elfi la personificazione della natura incredibile che in Islanda è intensa come uno schiaffo. Il canto dei ghiacciai in movimento, il tremito della terra schiantata dai vulcani, la magia delle aurore boreali… «Qui la tua casa può essere distrutta da qualcosa che non vedi, i terremoti; il vento può sollevarti da terra, l’odore di zolfo ti avverte che il fuoco brucia non troppo lontano dalle tue suole», dice Terry Gunnell, docente di cultura popolare all’Università d’Islanda.

Dopotutto, «mi sono sposato in una chiesa con un Dio invisibile esattamente quanto gli elfi, quello che può sembrare assurdo in realtà è piuttosto comune in Islanda», spiegò l’ambientalista Andri Snaer Magnason a dicembre quando scoppio la protesta contro la superstrada e iniziò la sua battaglia combattuta fianco a fianco con la veggente amica degli elfi. Per mesi, giorno dopo giorno una piccola folla di islandesi inferociti per una strada «inutile» che avrebbe «tagliato in due i campi di lava » creando «un danno ambientale immenso» ha assediato il cantiere tentando di fermare i lavori. Alla fine, gli elfi hanno convinto il governo. Se c’è una cosa che non piace agli islandesi è sentirsi apostrofare come paesani creduloni. Ma gli elfi, quelli non si toccano: il mondo misterioso della natura non si offende, si rispetta.

© RIPRODUZIONE RISERVATAPaolo G. Brera sez. link originario

Sidhe

Il dipinto rappresenta : “La contesa di Oberon e Titania, opera di Joseph Noel Paton (1849) ispirata a Shakespeare.”

Sidhe (ʃiːə, approssimativamente scii), in italiano scide, è la parola gaelica che indica il popolo fatato, chiamato anche piccolo popolo, composto da follettifateelfignomi, ecc. La traduzione letterale è popolo delle Colline.[1]

Il Sidh è invece l’oltretomba celtico, un mondo felice, parallelo a quello umano, che può essere interpretato sia come l’habitat invisibile in cui dimora appunto il «buon Popolo», o «piccolo Popolo» che dir si voglia, o più semplicemente come l’immagine evocativa del mondo spirituale.

La leggenda

Daoine Sidhe (si pronuncia diine scii) è il nome assunto dai Túatha Dé Danann (discendenti della Dea Danu) quando i Milesi (invasori dell’Irlanda) li respinsero sottoterra. Loro re era Finvarra, che da quel giorno regna nel suo palazzo sotto la collina fatata di Knockma. La loro abilità nel gioco degli scacchi è leggendaria e nessun essere umano è mai riuscito a batterli, lo stesso Re Finvarra ha tale titolo poiché è il più bravo giocatore di scacchi fra di loro. Finvarra è conosciuto anche come donnaiolo e spesso si reca sul piano terreno per rapire donne mortali.

Quando i Túatha Dé Danann, antichi sovrani dell’Irlanda arcaica, si allontanarono dall’isola, non si sa bene dove si diressero: c’è chi afferma che la loro migrazione li portò dalle coste fino all’entroterra, in un posto chiamato Færie, con una conseguente integrazione culturale, e chi sostiene invece che tornarono nell’isola da cui arrivarono.

Ma le leggende li mistificano come un popolo fatato e semidivino dell’Annwyn (l’aldilà celtico) i cui membri, immortali e potenti maghi, partecipavano a eterni banchetti in luoghi fuori dallo spazio e dal tempo, collocati spesso all’interno degli antichi tumuli o in prossimità di dolmen o dei laghi, oppure danzavano sotto la luna, oppure ancora rapivano bambini.

La magia di questi luoghi sacri ne rievocano infatti lo spirito. Si narra che gli elfi siano tutto ciò che resta dei Tuatha de Danaan, guardiani dei laghi irlandesi e scozzesi.

Cronaca

In Italia è stato redatto una sorta di fascicolo contenente presunti avvistamenti di esseri e creature fatate nei boschi dell’Appennino da parte della Guardia Forestale.[2]

In Islanda la presenza di una folta comunità di elfi e personaggi del popolo fatato, testimoniata da una veggente di nome Ragnhildur Jonsdottir, avrebbe indotto nel 2014 il governo dell’isola a interrompere momentaneamente i lavori di costruzione di una superstrada per consentire agli esseri invisibili di trasferirsi al sicuro, mentre le loro abitazioni e luoghi sacri, costituiti da un gruppo di rocce antichissime, venivano trasferiti lontano dalle ruspe.[3]

Note

  1. ^ Froud-Lee.
  2. ^ Fascicolo della Forestale dedicato a gnomi e fate dei boschi, su adnkronos.com.
  3. ^ Islanda, niente ruspe nei luoghi del mito: così gli Elfi fermano la nuova autostrada, su ricerca.repubblica.it.

Bibliografia

Collegamenti esterni

 Portale Mitologia celtica Portale Scozia

Continua anche quì

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