Lettura simbolica di alcuni frammenti fra quadri, piani natali e schemi di Luigi Pericle

Lettura simbolica della mostra di Luigi Pericle, ad astra

Nel quadro in questione troviamo un cerchio inserito in un labirinto. Il cerchio sta a rappresentare lo spirito, il sole o l’eroe che deve uscire dal labirinto.

Lo schema ermetico dell’Odissea rappresenta le prove che l’eroe deve sostenere per “uscire la labirinto”, per tornare a casa e riottenere il suo status : la croce principale indica le 4 figure femminili dell’Odissea :

Penelope, la meta, il ritorno a casa. Nausica, innamorata lo vede partire suo malgrado, Kalipsio, la ninfa che lo trattiene con la magia e Atena, la Dea che protegge Odisseo dall’ira di Poseidone, in astrologia il Dio del mare ma anche la trasformazione dallo stato di partenza (l’astuzia e la forza bruta di Odisseo) verso la compassione/rigenerazione dell’eroe tornato a casa, rinato, risorto, uscito dal labirinto. 

Nell’antico Egitto, il simbolo Hank, la croce ansata è rappresentazione simbolica del sorgere del sole, con il cerchio simboleggiante il Sole che si è appena levato dall’orizzonte rappresentato dalla linea orizzontale. La sezione verticale sotto la linea orizzontale simboleggerebbe il cammino del Sole attraverso il regno dei morti, l’Amduat. 

Come simbolo dell’unione dei due principi cosmici sta ad indicare anche l’unione mistica tra il cielo e la terra, ovvero il contatto tra il mondo divino e il mondo umano, nonché l’unione dei due principi intesa come generatrice dell’esistenza. La denominazione chiave della vita, oltre che un richiamo alla forma del simbolo stesso, sta ad indicare la vita eterna dell’anima, che supera quindi la morte e giunge alla rinascita.

Nell’estratto Amduat del romanzo di Luigi Pericle i protagonisti si chiamano anche Odisseo e Nausica, ma questa volta il rapporto é spirituale. Sono Maestro (Odisseo) e discepola (Nausika) e non amanti come nell’Odissea. L’intento di Luigi Pericle è chiaro : sublimare il ruolo dei protagonisti, e la croce egizia Hank ovvero il coronamento del risorgere del sole, il ritorno a casa dell’eroe dopo l’attraversamento delle prove. Nell’Amduat RA, il dio del Sole appunto, deve superare le 12 prove della notte per poter risorgere (simbolo del ciclo di giorno e notte). Come in Grecia o nell’antico Egitto ci troviamo sempre di fronte allo stesso schema. La mitologia comparata ci porta a comprendere l’universalità dello lo schema celato, ermetico, segreto, ora palesato, che Luigi Pericle codifica come fosse un analisi astrologica, non a caso pianeti, costellazioni hanno nomi mitologici.

Oroscopo di Leonardo da Vinci

Interessante come per un puro caso all’interno della mostra AD ASTRA la curatrice abbia scelto di affiancare all’Amduat l’oroscopo di Leonardo da Vinci dove troviamo un grande trigono (il trigono rappresenta le prove superate e l’armonia e il potere che ne derivano) fra

Putone mercurio e Antares. 

Plutone è il signore dell’Ades (o Amduat) e Mercurio rappresenta l’astuzia dell’eroe che deve superare le prove per raggiungere Antares. Nella religione egizia Antares preannunciava il sorgere del Sole, appunto quindi il superamento delle prove di RA o Odisseo, l’uscita dal labirinto del primo quadro, ricordate ?

Il grande trigono Hermes (simbolo dell’astuzia, della mente concreta) con Plutone (signore degli inferi) e con Antares, la stella che simboleggia il sorgere del sole. Notare che Antares rappresenta Selkis

 

 

Selkis, deificazione dello scorpione, era dea della fertilità, della natura, degli animali, della magia, della medicina e della guarigione delle punture da animali e insetti velenosi. Era anche connessa all’oltretomba, in quanto si riteneva sorvegliasse una delle quattro porte del Duat, l’aldilà egizio; inoltre era patrona del del vaso del corredo funebre contenente le viscere del defunto.

selkis

Interessante come sulla testa Selkis porti il simbolo dello Scorpione animale mortale perché velenoso e oscuro come l’Amduat. 

Inoltre Antares era il simbolo della dea Iside nelle cerimonie religiose che si tenevano all’interno delle piramidi.

Per comprendere Iside pensiamo che fa risorgere suo marito, il re divino Osiride, dopo il suo assassinio e smembramento, e crea e protegge il suo erede Horus.  Si credeva che Iside aiutasse i morti a passare nell’aldilà poiché aveva aiutato Osiride. Era considerata la madre divina del faraone, che veniva comparato a Horus, e il suo comportamento materno veniva invocato negli incantesimi di guarigione. Tutti i quadri di Luigi Pericle sono dedicati “Matri Dei, dono, dedit, dedicavit” il riferimento alla moglie (Penelope?) del Dio (RA o Odisseo) assume ora un chiaro significato. 

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