Florence Lawrence la prima STAR della storia

La mia ricerca comincia spesso con la Teosofia, e anche questa volta parto da lì per arrivare a trovare il momento in cui non si voleva che la stampa citasse il nome degli attori del film per non doverli pagare di più (come era successo per il teatro) ma quello della casa di produzione … ma non andò così perché la gente cominciò a parlare della “biograph girl” Florence Lawrence per prima e poi di Mary Pickford.

Gli anni Venti e Trenta hanno visto l’inizio di quella che è stata definita “l’età d’oro di Hollywood”. Aziende come MGM, Universal e Paramount erano le forze dominanti nell’onnipotente sistema degli studi cinematografici. Durante questi due decenni, il pubblico si accalcava nei palazzi del cinema, desideroso di vedere i suoi idoli dello schermo nelle ultime sontuose produzioni. I “rubacuori” e le “sirene” di Hollywood, come Roman Novarro, Mary Pickford, Lionel Barrymore e Greta Garbo, sono diventati nomi famosi. Può essere difficile immaginare che la Teosofia abbia un posto tra il glamour di quella che divenne rapidamente nota come “Tinseltown”. Ma la California si distingueva per la sua apertura e anticonformismo e c’erano molte persone desiderose di esplorare percorsi spirituali diversi da quelli offerti dalla religione ortodossa. L’attrice Mae West, per esempio, era attratta dalla metafisica e dall’esplorazione dei poteri umani latenti. Chiedeva regolarmente consigli sulle opzioni della sua prossima carriera cinematografica usando ciò che lei chiamava “comunicazione interdimensionale”. Tra gli altri cercatori di verità metafisiche c’erano Tallulah Bankhead, Rudolph Valentino e Jean Harlow.

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Ma torniamo alla biograph Girl, che era una frase associata a due attrici dei primi anni del XX secolo, Florence Lawrence e Mary Pickford, che realizzarono film muti in bianco e nero con la Biograph Company. A quel tempo, tutti gli studios si rifiutavano di dare agli attori crediti cinematografici sullo schermo; non volevano che guadagnassero lo status di celebrità pubblica e comandassero stipendi più alti. Questo era già successo con gli attori di teatro, e gli studios non volevano ripetere la tendenza sulla pellicola.

Poiché gli attori erano principalmente anonimi, il pubblico e i media cominciarono a chiamare la popolare attrice Florence Lawrence la “ragazza del Biograph”. Nel 1910, la Lawrence fu attirata via dalla Biograph da Carl Laemmle quando iniziò la sua nuova Independent Motion Picture Company, conosciuta come IMP (fondò poi gli Universal Studios nel 1913). Laemmle voleva che la Lawrence fosse la sua attrazione principale, così le offrì più soldi (250 dollari a settimana) e un cartellone – cosa che la Biograph non permetteva all’epoca. Lei firmò con lui; Laemmle fece circolare voci sulla sua morte nella stampa e più tardi fece uscire pubblicità che criticava le stesse voci. Questa pubblicità, in concomitanza con l’uscita del suo primo film IMP The Broken Oath (1910), la rese un nome familiare. Divenne rapidamente la prima star del cinema con lo status di celebrità, e la prima persona a ricevere la fatturazione nei titoli di coda del suo film. Da allora in poi, altri attori cominciarono lentamente a ricevere il credito sui titoli di coda dei film.

Dopo che Lawrence lasciò la Biograph, Mary Pickford iniziò a guadagnare popolarità presso lo studio e fu presto soprannominata la nuova “Biograph Girl” fino a quando anche lei ricevette i crediti di fatturazione nei suoi film.

Per coincidenza, sia la Lawrence che la Pickford erano entrambe originarie dell’Ontario, Canada; la Pickford era di Toronto e la Lawrence di Hamilton. Inoltre, entrambe furono cresciute dalle loro madri, dato che i loro padri morirono a una settimana di distanza l’uno dall’altro (in incidenti non collegati) nel febbraio 1898.

Mary Pickford

Mary Pickford intorno ai primi anni ’10


Oscar alla miglior attrice 1930 (aprile)

Mary Pickford, pseudonimo di Gladys Louise Smith (Toronto8 aprile 1892 – Santa Monica29 maggio 1979), è stata un’attrice canadese con cittadinanza statunitense.

Cofondatrice dello studio cinematografico United Artists e uno dei trentasei fondatori dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, conosciuta come “Fidanzatina d’America“, “Piccola Mary” e “La ragazza con i riccioli”, fu una dei pionieri canadesi degli esordi di Hollywood e un personaggio significativo nell’evoluzione del cinema.

Poiché la sua fama internazionale fu determinata dalle immagini in movimento, Mary fu una figura decisiva nella storia delle celebrità moderne e le sue richieste contrattuali furono determinanti nella struttura dell’industria hollywoodiana, essendo una delle più importanti attrici e produttrici del cinema muto. Tenendo conto del suo contributo al cinema americano, l’American Film Institute proclamò Mary Pickford ventiquattresima nella classifica delle più grandi star della storia del cinema.[1]

Biografia

Mary Pickford nacque come Gladys Louise Smith a Toronto, nell’Ontario. Suo padre, John Charles Smith, figlio di immigrati metodisti inglesi, svolse diversi impieghi saltuari per mantenere la famiglia. Sua madre, Charlotte Hennessey, discendeva da una famiglia irlandese e cattolica. Anche i suoi due fratelli minori, Jack e Lottie, desideravano diventare attori. Per compiacere i parenti, sua madre la fece battezzare sia in una chiesa metodista e sia in una cattolica. La Pickford affermò che il suo secondo nome fu modificato in Marie in occasione del suo battesimo. Il padre alcolizzato abbandonò la famiglia nel 1895 e morì tre anni dopo a causa di un’emorragia cerebrale.

La madre, dopo la separazione lavorò come sarta, e come affittacamere. Grazie ad un inquilino, Mary, che allora aveva sette anni, ottenne due piccoli ruoli, uno di bambino e uno di bambina al Princess Theatre di Toronto nello spettacolo The Silver King. Successivamente recitò in diversi melodrammi con la Valentine Company di Toronto, interpretando finalmente il ruolo principale nella versione de The Silver King, coronandola sua breve carriera con la parte di Little Eva nella produzione de Uncle Tom’s Cabin (La capanna dello zio Tom), lo spettacolo più famoso del diciannovesimo secolo.

Esordi

Mary Pickford, 1914

A partire dai primi anni del Novecento, recitare era diventato un affare di famiglia. La Pickford, sua madre e i suoi due fratelli più piccoli, viaggiarono per gli Stati Uniti in treno con compagnie e spettacoli di terz’ordine. Dopo sei anni di povertà, Mary Pickford si concesse un’ultima estate per ottenere un ruolo da protagonista a Broadway, giurando che se avesse fallito si sarebbe ritirata dal mondo del teatro. Nel 1906, Mary, Lottie e Jack fecero da spalla a Chauncey Olcott, celebre cantante irlandese-americana, nello spettacolo Edmund Burke a Broadway. Infine, Mary interpretò nel 1907 un ruolo da non-protagonista nello spettacolo The Warrens of Virginia a Broadway, scritto da William C. deMille, il cui fratello, l’allora sconosciuto Cecil B. DeMille, faceva parte del cast.

Il produttore David Belasco convinse Gladys Smith a entrare nel mondo dello spettacolo chiedendole però di cambiare il nome. La giovane attrice prese così lo pseudonimo di Mary Pickford. Alla fine delle repliche a Broadway e concluso il tour dello spettacolo, la Pickford si ritrovò ancora senza lavoro. Il 19 aprile 1909David W. Griffith, che dirigeva la Biograph Company, le fece un provino negli studios di New York per una parte nel film di terz’ordine Pippa Passes. Il ruolo principale fu assegnato a Gertrude Robinson e Mary ebbe nel film solo una particina da figurante, ma Griffith rimase comunque colpito dalla Pickford, la quale comprese subito che recitare nel mondo del cinema era più semplice che recitare ogni giorno su un palcoscenico.Mary Pickford, 1916

La maggior parte degli attori della Biograph guadagnava cinque dollari al giorno, ma, dopo un solo giorno passato negli studios, Griffith decise di pagare la Pickford dieci dollari al giorno previa una garanzia di guadagno di quaranta dollari a settimana. L’attrice, come i suoi colleghi alla Biograph, interpretò sia piccole parti sia ruoli principali, ricoprendo la parte della madre, dell’ingenua, della donna abbandonata, della bisbetica, della schiava, dell’indiana e della prostituta. Così Mary Pickford parla del suo successo alla Biograph: “Ho interpretato donne delle pulizie, segretarie e donne di tutte le nazionalità… mi resi conto che se io avessi preso parte a più film la mia fama sarebbe di gran lunga aumentata, e sarei stata richiesta maggiormente.” Il pubblico riconobbe la Pickford poche settimane dopo la sua apparizione cinematografica. I gestori del cinema sfruttarono la sua popolarità pubblicizzando attraverso uomini sandwich i film, dichiarando che avevano come interprete “La ragazza riccioli d’oro“, “Blondilocks” e “La ragazza della Biograph“.

La Pickford lasciò la Biograph nel dicembre 1910 e passò l’anno successivo recitando come protagonista in alcuni film dell’Independent Moving Pictures Company (IMP) di Carl Laemmle. La IMP e la Majestic furono inglobate nella Universal Pictures nel 1912. Poiché non era d’accordo con le loro scelte creative, tornò a lavorare con Griffith quello stesso anno. Alcune delle sue migliori performance furono film come FriendsThe Mender of NetsJust like a Woman e poi The Female of the Species. In quell’anno l’attrice presentò Dorothy e Lillian Gish (amiche entrambe conosciute durante i giorni del tour teatrale) a Griffith. Entrambe diventarono importanti star del cinema muto, rispettivamente nelle commedie e nelle tragedie. Mary Pickford fece il suo ultimo film per la BiographIl cappello di Parigi, alla fine del 1912 e ritornò a recitare a Broadway nello spettacolo di David Belasco A Good Little David. Questa esperienza fu il punto di svolta della sua carriera. La Pickford, che sempre aveva sperato di conquistare il palco di Broadway, scoprì quanto profondamente le mancava recitare nei film.

Nel 1913 Mary decise di recitare esclusivamente nei film. Nel 1912 Adolph Zukor aveva infatti formato la Famous Players in Famous Plays che più tardi diventerà la Famous Players-Lasky Corporation e successivamente la Paramount Pictures, una delle più importanti società cinematografiche americane. La Pickford lasciò il palcoscenico e divenne una delle stelle di Zukor. Zukor credeva che le potenzialità di un film consistessero nel filmare gli attori teatrali in repliche dei loro ruoli e produzioni più importanti e famosi. Inizialmente riprese la Pickford in una versione muta di A Good Little Devil. Il film, prodotto nel 1913, mostrava gli attori della commedia di Broadway mentre recitavano ogni riga dei dialoghi e il risultato fu un film statico che Mary in seguito definì “uno dei peggiori film che abbia mai fatto… è stato orribile“. Zukor si trovò d’accordo, infatti ritirò il film dalla distribuzione per un anno. Il lavoro dell’attrice scritto per la cinepresa all’epoca aveva già attirato un forte seguito. Commedie-tragedie come The Bishop’s Carriage (1913), Caprice (1913) e specialmente Hearts Adrift (1914) la fecero diventare irresistibile agli occhi degli spettatori.

L’apice del successo

Mary Pickford, 1920

Mary Pickford, nel corso della sua carriera, interpretò 52 personaggi. Nel 1916, firmò un nuovo contratto con Adolph Zukor, che le garantiva pieni poteri sulla produzione dei film in cui recitava come protagonista e uno stipendio da record di 500 dollari a settimana. A volte interpretò il ruolo della bambina in film come, Una povera bimba molto ricca (1917), Rebecca of Sunnybrook Farm (1917), Papà Gambalunga (1919) e Il segreto della felicità (1920). I suoi fan amavano questi ruoli infantili, anche se non furono i più significativi della sua carriera. Nell’agosto 1918, quando il suo contratto si concluse e rifiutò i termini per il rinnovo del contratto con Adolph Zukor le offrirono 250.000 dollari per lasciare il mondo cinematografico. Solo la First National accettò le sue condizioni.

Nel 1919, la Pickford – insieme a David Wark GriffithCharlie Chaplin e Douglas Fairbanks – formò la United Artists, una compagnia cinematografica indipendente, attraverso la quale continuò a produrre e recitare nei suoi film, potendo anche curarne la distribuzione. Nel 1920 il suo film Il segreto della felicità incassò circa 1.000.000 di dollari. L’anno dopo anche il suo film Little Lord Fauntleroy ebbe un grande successo e nel 1924, Rosita incassò oltre 1.000.000 di dollari. In questo periodo, interpretò anche Passerotti (1926), che mescolava lo stile dickensiano con quello espressionista tedesco, recentemente coniato, e la commedia romantica My Best Girl (1927).Una lobby card per il film Little Lord Fauntleroy (1921)

L’avvento del sonoro fu per lei una rovina. La Pickford sottovalutò l’inserimento del suono nei film, affermando che “aggiungere il suono ai film sarebbe stato come mettere il rossetto alla Venere di Milo”. Recitò in Coquette (1929) nel ruolo della sprezzante mondana nel quale non sfoggiava più i suoi famosi boccoli, ma un caschetto anni venti. Nel 1928, a causa della morte della madre, si tagliò i capelli. I fan furono scioccati dalla trasformazione. I suoi capelli erano diventati un simbolo di castità, e il nuovo taglio finì in prima pagina su diversi giornali, tra i quali il New York TimesCoquette fu un successo e le fece vincere l’Academy Award come migliore attrice, anche se il pubblico non gradì di vederla in ruoli più sofisticati.

Come la maggior parte degli attori del cinema muto, la sua carriera si affievolì con l’affermarsi del cinema parlato. Il film successivo, La bisbetica domata (1929), girato con il marito Douglas Fairbanks, non ebbe un buon riscontro al botteghino.

Hollywood ci fu un’ondata di panico a causa dell’arrivo imminente del parlato. Il 29 marzo 1928, uno show radiofonico venne trasmesso dal cottage della Pickford che diede spazio a Douglas Fairbanks, Charlie Chaplin, Norma TalmadgeGloria SwansonJohn Barrymore, David Wark Griffith e Dolores del Río, e altri, per parlare nel programma The Dodge Brothers Hour e dimostrare che potevano reggere il confronto con i film parlati. Superati i 30 anni, la Pickford non fu più in grado di interpretare ruoli di bambine, adolescenti e giovani donne combattive così amati dai suoi fan; non poteva, inoltre, neanche interpretare il ruolo dell’elegante eroina degli inizi del cinema sonoro. Nel 1933, si sottopose ad un provino sull’uso dello schermo in Technicolor[non chiaro] per una versione animata del racconto Alice nel paese delle meraviglie, ma Walt Disney rinunciò al progetto quando la Paramount distribuì il film in live action Alice nel paese delle meraviglie. Rimane oggi solo un fotogramma del provino.

La Pickford si ritirò dalle scene nel 1933. Continuò a produrre film per altri, inclusi Sleep, My Love (Donne e veleni1948) con Claudette Colbert e Love Happy (Una notte sui tetti1949) con i fratelli Marx.

L’industria cinematografica

Mary Pickford consegna al Presidente Herbert Hoover un biglietto a favore dei disoccupati del cinema, 1931.

Mary Pickford sfruttò la sua fama nell’industria cinematografica per sostenere diverse cause. Durante la Prima guerra mondiale, promosse la vendita dei Liberty Bonds, attraverso un’estenuante serie di discorsi per la raccolta di fondi. Insieme a Charles Chaplin, Douglas Fairbanks, Theda Bara e Marie Dressler, promosse la vendita di fondi obbligazionari.

Anche se canadese di nascita, fu un simbolo per gli americani, baciò la bandiera americana davanti alle telecamere, tenne un discorso a Wall Street davanti a 50 000 persone e vendette all’asta uno dei suoi famosi riccioli per 15 000 dollari. In un unico incontro a Chicago vendette buoni del tesoro per un valore complessivo di 5 000 000 di dollari. Fu battezzata Little Sister della marina statunitense, l’esercito diede il suo nome a due cannoni, e la nominò colonnello onorario.

Alla fine della Prima guerra mondiale ideò il Motion Picture Relief Fund, un’organizzazione sorta per aiutare attori che si trovavano in difficoltà economiche. I fondi avanzati dalla vendita dei Liberty Bonds furono utilizzati per la creazione di questo progetto, e, nel 1921, la MPRF fu ufficialmente istituita come società con Joseph Schenck come primo presidente e Mary Pickford in qualità di vicepresidente.

Nel 1932, guidò il Payroll Pledge Program, un piano di finanziamento per i lavoratori cinematografici, i quali versavano lo 0,5% dei loro guadagni al MPRF. Il risultato fu che nel 1940 la fondazione fu in grado di acquistare un terreno e di costruire il Motion Picture Country House and Hospital. Oltre alla recitazione, Mary dispiegò la sua influenza per aiutare l’industria del cinema a ristrutturarsi. Quando entrò nel mondo cinematografico, Hollywood credeva che il futuro del cinema fosse nel produrre le commedie di Broadway per un vasto pubblico. La Pickford, che entrò nell’industria cinematografica grazie a due titoli di Broadway, ma non con un seguito molto più numeroso di fans del teatro di varietà, nel giro di pochi mesi divenne l’attrice più famosa del mondo. Sull’onda della sua popolarità, Hollywood ripensò alla sua visione del cinema come teatro preconfezionato e si concentrò invece su attori e copioni che erano specificatamente adatti al cinema e non alle rappresentazioni teatrali.

Produttrice di se stessa

Mary Pickford, 1921

La Pickford, ottima donna d’affari, divenne produttrice di sé stessa nel giro di tre anni : “era in grado di supervisionare ogni aspetto della produzione del film, dall’assunzione dei talenti e della troupe alla stesura del copione, la direzione della regia e il montaggio fino alla distribuzione finale e alla promozione di ogni progetto”. Inizialmente chiese e ricevette questi poteri nel 1916, quando era sotto contratto con la Famous Players in Famous Plays (poi divenuta Paramount) di Adolph Zukor, che realizzò il desiderio di Mary, ossia di non partecipare alle prenotazioni in blocco, una pratica molto diffusa, utilizzata per costringere i gestori di sale cinematografiche a proiettare brutti film per decisione degli studios con lo scopo di mostrare anche i film della Pickford. Nel 1916, i suoi film furono distribuiti singolarmente attraverso una speciale unità di distribuzione chiamata Artcraft.

Nel 1919, aumentò il suo potere fondando la United Artists (UA) con Charles Chaplin, David Wark Griffith e il suo futuro marito Douglas Fairbanks. Prima della creazione della UA, gli studios di Hollywood erano organizzati tramite un sistema integrato verticale, poiché si occupavano non solo di produrre film, ma gestivano anche catene di teatri.

I distributori, anch’essi parte degli studios, facevano sì che i film prodotti da una società fossero proiettati nelle sale di proprietà della società. I registi contavano sugli studios per le prenotazioni, tollerando quello che molti consideravano un’interferenza creativa. La UA ruppe questa tradizione. Era solamente una società di distribuzione, ma offriva l’accesso ai propri schermi a produttori cinematografici indipendenti, così come l’affitto di sale cinematografiche momentaneamente libere di proprietà di altre società. La Pickford e Douglas Fairbanks produssero e girarono i loro film dopo il 1920 negli studios Pickford-Faibanks a Santa Monica Boulevard. I produttori che firmarono il contratto con la UA furono veramente indipendenti: producevano, creavano e controllavano il loro lavoro a un livello senza precedenti. Essendo cofondatrice e allo stesso tempo la produttrice e la star dei suoi film, Mary Pickford divenne la più potente donna che avesse mai lavorato a Hollywood[2].

Dal 1930, la sua carriera come attrice si affievolì notevolmente. Quando si ritirò dalle scene nel 1933, continuò a produrre film per la United Artists; lei e Charles Chaplin rimasero soci della società per decine di anni. Chaplin lasciò la società nel 1955 e la Pickford fece altrettanto nel 1956, vendendo le quote rimaste per 3.000.000 di dollari.

Vita privata

Owen Moore

Mary Pickford si sposò tre volte. La prima il 7 gennaio 1911 con Owen Moore, un attore di origine irlandese molto noto. Si crede che un anno prima di sposarsi, Mary fosse rimasta incinta di Moore e che avesse avuto un aborto, spontaneo o volontario. Alcune fonti suggeriscono che ciò fu la causa della sua impossibilità nell’avere figli. La coppia ebbe però altri numerosi problemi matrimoniali dovuti sia all’alcolismo di Moore – causato dalla sua insicurezza di dover vivere ormai all’ombra della fama sempre più grande di Mary – sia da un breve ma intenso periodo di violenza domestica. Il fallimento della gravidanza può aver inoltre esacerbato i problemi di alcolismo di Moore. La coppia visse separata per diversi anni prima di divorziare[3].Con Fairbanks nel 1920

Mary, intanto, iniziò segretamente una relazione con Douglas Fairbanks, che era a sua volta sposato. I due girarono insieme l’America nel 1918 per favorire la vendita dei ‘Liberty Bonds’ che dovevano sostenere lo sforzo bellico della Prima guerra mondiale. In questo periodo Mary, inoltre, soffrì di un attacco di influenza durante la pandemia del 1918, ma sopravvisse. Mary divorziò da Moore il 2 marzo 1920 e il 28 marzo dello stesso anno sposò Fairbanks. I due andarono in Europa per la loro luna di miele; gli ammiratori a Londra e a Parigi furono causa di sommosse quando cercarono di avvicinarsi alla famosa coppia. Quest’ultima, che tornò trionfante ad Hollywood, fu attesa da vaste folle che li aspettavano nelle stazioni ferroviarie durante il loro viaggio attraverso gli Stati Uniti.

Il segno di Zorro (1920) e una serie di altri film d’avventura attribuirono al già illustre Fairbanks un’immagine più romantica ed eroica, mentre Mary continuò ad incarnare la virtuosa, ma impetuosa ‘ragazza della porta accanto’. Anche alle feste private le persone istintivamente si alzavano quando lei entrava nella stanza. Lei e suo marito venivano spesso chiamati «i reali di Hollywood». La loro reputazione internazionale era senza riserve. I capi di Stato e le altre autorità straniere, che visitavano la Casa Bianca, spesso chiedevano di poter vedere Pickfair, la casa della coppia a Beverly Hills.

Le cene a Pickfair includevano un gran numero di ospiti di rilievo. Charlie Chaplin, il migliore amico di Fairbanks, era spesso presente. Vi erano altri ospiti come George Bernard ShawAlbert EinsteinElinor GlynHelen KellerH. G. WellsLord MountbattenFritz KreislerAmelia EarhartFrancis Scott FitzgeraldNoël CowardMax Reinhardt, Baron Nishi, Vladimir Nemirovič-DančenkoSir Arthur Conan DoyleAusten Chamberlain, Sir Harry Lauder, e l’insegnante spirituale indiano Meher Baba. La natura pubblica del secondo matrimonio della Pickford lo portò al punto di rottura, poiché entrambi passavano tutto il loro tempo a produrre e recitare nei loro film. Loro erano inoltre costantemente esposti al mondo come ambasciatori non-ufficiali dell’America, partecipando a importanti parate, tagliando nastri e tenendo discorsi.Buddy Rogers sotto le armi

Quando la carriera cinematografica di entrambi cominciò a declinare, verso la fine del cinema muto, la natura inquieta di Fairbanks lo spinse a viaggiare oltreoceano (cosa che alla Pickford non piaceva). Quando il flirt di Fairbanks con Lady Sylvia Ashley divenne pubblico nei primi anni del 1930, lui e Mary si separarono e divorziarono il 10 gennaio 1936. Il figlio di Fairbanks nato dal primo matrimonio, Douglas Fairbanks jr., dichiarò che suo padre e la Pickford rimpiansero a lungo di essere stati incapaci di riconciliarsi.

Il 24 giugno 1937 Mary Pickford sposò il suo terzo e ultimo marito, l’attore e musicista Charles ‘Buddy’ Rogers. Adottarono due bambini: Ronald Charles, nato nel 1937 ma adottato nel 1943 e conosciuto anche come Ron Pickford Rogers, e Roxanne, nata e adottata nel 1944. Come ha notato il documentario PBS American Experience, la relazione della Pickford con i figli era tesa. Criticava le loro imperfezioni fisiche, la bassa statura di Ronnie o i denti storti di Roxanne. Entrambi i figli dichiararono in seguito che la loro madre era troppo presa da sé stessa per essere capace di esprimere un autentico amore materno. Nel 2003 Ronnie ricordò: ‘Le cose non funzionavano molto bene. Ma non la dimenticherò mai. Nonostante tutto penso comunque che sia stata una brava donna.’

Gli ultimi anni

Dopo essersi ritirata dallo schermo, Mary, come suo padre prima di lei, diventò un’alcolizzata. Altri alcolizzati in famiglia erano stati il suo primo marito Owen Moore, sua madre Charlotte e i suoi due fratelli minori Lottie e Jack. La madre morì nel marzo del 1928 a causa di un tumore al seno dopo aver subito diverse operazioni, dopo pochi anni Lottie e Jack morirono per complicazioni dovute all’alcool.Mary Pickford War Funds bungalow, 1943

Queste morti, il divorzio da Fairbanks e la fine del cinema muto, gettarono Mary in una profonda depressione e il rapporto con i figli Roxanne e Ronald ne risentì. Mary si isolò gradualmente, restando quasi esclusivamente a Pickfair permettendo solo a Lillian Gish, al figliastro Douglas Fairbanks Jr., e a pochi altri di incontrarla. A metà del 1960 riceveva spesso visitatori, con i quali parlava telefonicamente dalla sua stanza.

Buddy Rogers autorizzò visite guidate della Pickfair, includendo la visita a un autentico bar Western che la Pickford aveva comprato per Fairbanks, e a un ritratto di Mary nel salotto. Una copia di quest’immagine è ora esposta nella Biblioteca del Congresso.

Mary divenne una cittadina statunitense a seguito del suo matrimonio con Douglas Fairbanks nel 1920. Verso la fine della sua vita, Mary Pickford chiese di riavere la cittadinanza canadese, poiché desiderava “morire da canadese”. La richiesta venne approvata e ottenne la doppia cittadinanza.

La morte

Il 29 maggio 1979 Mary morì all’ospedale di Santa Monica a causa di complicazioni di un’emorragia cerebrale che l’aveva colpita la settimana prima. Fu sepolta nel Giardino della memoria del ‘Forest Lawn Memorial Park Cemetery’ in GlendaleCalifornia. Sono sepolti vicino a lei, nella cappella privata di famiglia, sua madre Charlotte, i fratelli Lottie e Jack Pickford e la famiglia di Elizabeth Watson, la sorella di Charlotte che l’aveva aiutata a crescere Mary a Toronto.

Riconoscimenti

Oltre all’Oscar vinto come migliore attrice per Coquette (1929) Mary Pickford ricevette nel 1976 un Academy Honorary Award per la sua lunga carriera. L’Academy mandò una troupe televisiva a casa sua per registrare la breve dichiarazione di ringraziamento.Pickford Center for Motion Picture Study a Hollywood, California

Il Pickford Center for Motion Picture Study al 1313 di Vine Street a Hollywood, costruito dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, aprì nel 1948 come studio radiofonico e televisivo. Il Mary Pickford Theater della Biblioteca del Congresso è così chiamato in suo onore, come il Mary Pickford Auditorium al Claremont McKenna College.

A Cathedral City in California c’è un cinema per le prime visioni, chiamato The Mary Pickford Theatre. Il celebre teatro ha diversi schermi ed è costruito seguendo la struttura di una cattedrale spagnola, con tanto di campanile e un foyer di tre piani. Quest’ultimo contiene un’esposizione storica con oggetti originali appartenuti a Mary Pickord e Buddy Rogers, il suo ultimo marito. Tra questi possiamo trovare un raro e spettacolare abito da sera tempestato di perline che lei indossò nel film Dorothy Vernon of Haddon Hall (1924) disegnato da Mitchell Leisen, il suo speciale Oscar e un portagioie.

Il musical The Biograph Girl del 1980, sull’era del cinema muto ha come protagonista Mary Pickford. Nel 2007, l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences fece causa alla proprietà della seconda moglie del defunto Buddy Rogers, Beverly Rogers, per ordinare il blocco della vendita al pubblico di uno degli Oscar della Pickford.

Un busto e una targa storica indicano la casa natale a Toronto, ora sede dell’Hospital for Sick Children. La targa fu inaugurata da suo marito Buddy Rogers nel 1973. Il busto scolpito da Eino Gira fu aggiunto dieci anni dopo. La data di nascita incisa sulla placca risulta essere l’8 aprile 1893. Questo può essere spiegato con il fatto che la sua data di nascita non fu mai registrata – e durante tutta la sua vita, a partire da quando era bambina, convinse molte persone a credere che lei era un anno più giovane così sarebbe apparsa come un’attrice prodigio e avrebbe continuato a essere scelta per parti giovanili, che erano abbondanti nel teatro.

La casa di famiglia fu demolita nel 1943, e molti dei mattoni furono spediti a Mary in California. Il ricavato della vendita della proprietà fu donato dalla Pickford per costruire una villa a East York, Ontario, a quel tempo un sobborgo di Toronto. La villa fu il primo premio di una lotteria a Toronto a favore delle opere di carità, e la Pickford inaugurò la casa il 26 maggio 1943.

Nel 1993, le fu dedicato un Golden Palm Star a Palm Springs in California, nella Walk of Stars.

Mary Pickford star on Walk of Fame.jpg

Ricevette una stella, dopo la sua morte, sul Canada’s Walk of Fame a Toronto nel 1999. Nel 2006, insieme a Fay WrayLorne Greene e John Candy, celebrità canadesi anche loro decedute, la Pickford fu raffigurata su un francobollo canadese. Dal gennaio al luglio 2011, il Toronto International Film Festival ha esposto nella Canadian Film Gallery del TIFF Bell LightBox una collezione di memorabilia appartenuti a Mary Pickford. Nel febbraio del 2011, lo Spadina Museum, dedicato agli anni venti e trenta del Novecento a Toronto, ha messo in scena lo spettacolo Sweetheart: the Mary Pickford Story. La commedia musicale era un monologo basato sulla vita e sulla carriera della Pickford e durante lo spettacolo venivano proiettate scene dei film dell’attrice.

In nome della Pickford è inserito nella Young Hollywood Hall of Fame (1908-1919) in riconoscimento non solo del contributo da lei stessa offerto come attrice bambina ma anche dei numerosi ruoli di bambino/a da lei interpretati in età adulta.

Filmografia

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Filmografia di Mary Pickford.

Note

  1. ^ (EN) AFI’s 50 Greatest American Screen Legends, su afi.comAmerican Film InstituteURL consultato il 16 novembre 2014.
  2. ^ Douglas Gomery, L’Age d’or des Studios, 1986.
  3. ^ Mary Pickford, Sunshine and Shadow

Bibliografia

  • (EN) Mary Pickford, Sunshine and Shadow, Doubleday & Co., 1955 (autobiografia)
  • (FR) Charles Ford, Douglas Fairbanks ou la nostalgie de Hollywood, Éditions France Empire, Paris – 1980
  • (EN) Ronald Bergan, The United Artists Story, Octopus Book Limited, 1986 ISBN 0-517-56100-X
  • (FR) Douglas Gomery, L’Age d’or des Studios, ed. Cahiers du Cinéma, 1987 ISBN 2-86642-049-7 (versione francese di Hollywood Studio System BFI/Mac Millan 1986)
  • (EN) Whitfield, Eileen Pickford: The Woman Who Made Hollywood, University Press of Kentucky, 1997 ISBN 0-8131-2045-4

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

Florence Lawrence

Florence Lawrence nel 1908

Florence Lawrence, nata Florence Annie Bridgwood (Hamilton2 gennaio 1890 – Beverly Hills28 dicembre 1938), è stata un’attrice e inventrice canadese naturalizzata statunitense.

Grazie alla trovata di indicarla come “The Biograph Girl” (la ragazza della Biograph), divenne la prima attrice cinematografica accreditata a cui il pubblico si affezionò, inaugurando lo star system, per cui è riconosciuta come “la prima stella del cinema”.[1] Nella sua seppur breve carriera apparve in più di 270 film, lavorando per diverse compagnie di produzione, con altri appellativci quali “The Imp Girl” o “The Girl of a Thousand Faces”.

Biografia

I primi anni

Nata Florence Annie Bridgwood a Hamilton nell’Ontario, era figlia di un’attrice di vaudeville, Charlotte A. Bridgwood che, col nome di Lotta Lawrence, era prima attrice e direttrice della Lawrence Dramatic Company. Suo padre, George Bridgwood, morì nel 1898 quando Florence aveva 8 anni. La madre e i tre figli si trasferirono allora a Buffalo, nello stato di New York. Florence frequentò lì le scuole, sviluppando le sue doti atletiche praticando alcuni sport, tra cui l’equitazione e il pattinaggio. Finite le scuole, la ragazza raggiunse la madre e la sua compagnia teatrale che però si sciolse poco dopo a causa di problemi interni. Nel 1906, Florence e sua madre si trasferirono a New York.

Inizio della carriera: cinema e teatro

Molti furono i canadesi che diventarono pionieri della nuova industria cinematografica. Una di questi fu Florence Lawrence che, nel 1906, a vent’anni, girò il suo primo film per la Vitagraph, per cui, nel 1907, girò altre 38 pellicole, dopo che le audizioni che aveva fatto a Broadway avevano avuto scarso successo. La Edison Manufacturing Company la scelse per il ruolo della figlia di Daniel Boone nel film Daniel Boone; or, Pioneer days in America anche grazie al fatto che sapeva cavalcare. Le riprese vennero fatte in esterni, in pieno inverno, e Florence e sua madre, che avevano avuto tutte e due una parte nel film, vennero pagate 5 dollari al giorno per due settimane.

Nel 1907, sempre per la Vitagraph, ricoprì il ruolo di Moya, una ragazza irlandese in un film da un rullo. Per un breve periodo ritornò al teatro, con il ruolo da protagonista in Seminary Girls, dove recitava anche sua madre, nella sua ultima interpretazione teatrale. Dopo una tournée negli Stati Uniti durata un anno, Florence decide di farla finita con quella vita da zingara. Nella primavera del 1908 ritornò alla Vitagraph dove fu la protagonista di The Dispatch Beare. Nei cinque mesi seguenti prese parte a 11 film, grazie soprattutto alle sue doti di cavallerizza.

Carriera cinematografica

Biograph Studios

Alla Vitagraph c’è un giovane attore, Harry Solter, che cerca una ragazza giovane e bella che sappia anche cavalcare per un film della Biograph sotto la direzione di David Wark Griffith. Griffith, capo della Biograph, nota la bella bionda in uno dei film della Vitagraph. All’epoca gli attori non venivano citati nei titoli e Griffith ci mette un po’ per ritrovare Florence per poi fissarle un appuntamento. Alla Vitagraph, lei prende 20 dollari alla settimana: Griffith gliene offre 25 e Florence passa alla Biograph. Nel 1908, con Griffith gira almeno 60 film. Alla fine dell’anno si sposa con Harry Solter.

Florence ottiene molto presto una grande popolarità, ma siccome il suo nome non viene pubblicizzato, gli ammiratori scrivono allo studio chiedendo di lei. Il suo viso viene riconosciuto soprattutto dopo la sua interpretazione di Resurrection, ma la Biograph la cita solo come “The Biograph Girl”, la ragazza della Biograph. Negli anni iniziali del cinema, il nome degli attori del muto non era conosciuto perché i proprietari delle case di produzione temevano che la popolarità potesse stimolare gli attori a chiedere dei compensi più alti. Florence continua a lavorare per la Biograph anche nel 1909, ricevendo uno stipendio il doppio del normale. La sua popolarità aumenta con la serie dei film di Jones, il primo serial di commedie dove interpreta il ruolo di Mrs. Jones in 12 film.[1]

Independent Moving Pictures Company

La coppia Lawrence/Solter decide di cercare lavoro altrove, scrivendo alla Essanay Film Manufacturing Company, ma i capi dello studio contattato girano le loro richieste alla Biograph che, venuto a sapere del loro tentativo, decide di licenziarli entrambi. Ambedue liberi, Florence e il marito nel 1909 trovano lavoro alla Independent Moving Pictures Company of America (IMP). La compagnia, fondata da Carl Laemmle (che ne è proprietario, fondatore e presidente), è alla ricerca di attori e cineasti esperti. All’epoca, l’industria cinematografica è controllata da un potente monopolio, che detiene tutti i diritti legali nella produzione e nella distribuzione dei film. La IMP, il cui marchio è un piccolo diavolo rosso, non è membro del Patent Group e opera, quindi, al di fuori della legge. La compagnia deve trovarsi le sale disposte a sfidare il monopolio dove poter proiettare i propri film ed entra nel mirino delle rivendicazioni legali dei suoi potenti nemici. La IMP riesce a sopravvivere soprattutto per merito della popolarità di Florence Lawrence, popolarità nata anche per merito delle idee di marketing di Laemmle.

Avendo bisogno di una star, Laemmle, per attirare Florence e il marito, promette di far di lei la prima interprete con il nome sulle locandine di un film. Il produttore, per pubblicizzare la sua diva, fa girare la voce che Florence sia rimasta uccisa in un incidente stradale a New York. Dopo aver attirato l’attenzione dei media, pubblica sui giornali una smentita accompagnata dalla foto della Lawrence. Le didascalie dicono che l’attrice è viva, sta bene ed è in procinto di girare The Broken Oath, il nuovo film della IMP, diretta dal marito Harry Solter. Il produttore organizza per la sua attrice una visita a Saint Louis in modo da rassicurare i suoi ammiratori che possono vederla e ammirarla dal vivo. Nasce così lo star system e il nome di Florence Lawrence diventa familiare a tutto il pubblico cinematografico.

Tuttavia, la fama dell’attrice è tale che i dirigenti degli studi cominciano a preoccuparsi di eventuali rivendicazioni salariali, scoprendo che i loro timori non sono infondati. Laemmle riesce ad attirare alla IMP William V. Ranous, uno dei migliori registi della Vitagraph. Ranous viene presentato a Lawrence e a Solter, e i tre cominciano a lavorare insieme. Florence e il marito lavorano per la IMP undici mesi, girando cinquanta film.

Lubin Studios

Partono, quindi, per un viaggio in Europa, in vacanza. Tornati negli Stati Uniti dopo il viaggio, Lawrence e Solter passano a una società cinematografica diretta da Siegmund Lubin (Siegmund “Pop” Lubin), descritto come “il produttore cinematografico più saggio e più democratico della storia”. Florence, in coppia con Arthur V. Johnson, gira, sotto la direzione di Lubin, quarantotto film.

Quando, alla fine degli anni dieci, Florence Lawrence lascia la IMP per passare ai Lubin Studios, permette alla sua conterranea, la diciannovenne canadese Mary Pickford, di prendere il suo posto come diva dell’IMP.

Victor Film Company

Nel 1912, Florence e Harry Solter si mettono in affari con Carl Laemmle, formando la loro propria compagnia. Laemmle dà loro completa libertà artistica per una compagnia dal nome Victor Film Company, pagando Florence Lawrence 500 dollari la settimana come attrice e dando a Solter 200 dollari come regista. Gli studi vengono stabiliti a Fort Lee nel New Jersey, mettendo in produzione numerosi film con protagonisti Florence e Owen Moore, prima di passare alla nuova Universal Pictures nel 1913.

Con questa nuova prosperità, Florence realizza il sogno della sua vita, comperando 50 acri di terreni, dandosi anche al giardinaggio, coltivando rose, cosa che le dà molta gioia. Nell’agosto del 1912, ha delle controversie con il marito a causa della madre di Florence. Harry se ne va in Europa, da dove le invia numerose lettere in cui le annuncia i suoi piani per suicidarsi. Nel novembre del 1912 i due si rimettono insieme e Florence annuncia la decisione di ritirarsi dalle scene.

L’incidente, il crollo di Wall Street, il suicidio

Nonostante i suoi propositi di ritiro, Florence fu indotta a ritornare al lavoro nel 1915 per la sua compagnia, la Victor Film Company. Durante le riprese di Pawns of Destiny, subì un incidente in un incendio dovuto a delle fiamme fuggite di controllo. Florence risentì delle conseguenze per mesi. Tornò al lavoro, ma ebbe un collasso alla fine delle riprese. Accusando Solter di averla costretta a lavorare benché non in grado di farlo, i due alla fine divorziarono. L’attrice si sentì tradita anche dalla Universal che si rifiutò di pagarle le spese mediche. A soli 29 anni, la sua carriera ebbe una grave battuta d’arresto a causa dell’assenza dalle scene cui fu costretta per potersi riprendere dalle ferite riportate.

Nella primavera del 1916, tornò a lavorare per l’Universal, girando il suo primo lungometraggio. Tuttavia lo stress lavorativo portò a gravi conseguenze sul piano della salute, tanto che passò i successivi quattro mesi a letto, paralizzata. Quando tornò in forma, nel 1921, l’industria cinematografica si era rapidamente e profondamente evoluta, e ormai poche persone si ricordavano di lei. A Hollywood tentò di rientrare nel giro, ottenendo però solo alcune parti minori, per lo più da registi con cui aveva già lavorato nel passato. Negli anni ’20 si dedicò a una linea di cosmetici, impresa che non raggiunse il successo sperato.

Nel 1929 fu colpita dalla morte della madre e dal crollo di Wall Street, a cui seguì la lunga depressione. Florence tornò al cinema nel 1936, quando la MGM cominciò a dare piccole parti a vecchie star per 75 dollari la settimana. Sola, depressa, sofferente per una forma di mielofibrosi, una rara malattia, venne trovata a letto nel suo appartamento di West Hollywood il 27 dicembre 1938 dopo aver ingerito dell’insetticida. Venne portata in ospedale, dove morì poche ore dopo.

Eredità e ricordo

Dimenticata da tutti, venne ricordata nel 1991 quando l’attore Roddy McDowall, del National Film Preservation Board, le dedicò una lapide come “The Biograph Girl/The First Movie Star” (La ragazza della Biograph/Prima stella del cinema). Una biografia di Kelly R. Brown, Florence Lawrence, the Biograph Girl: America’s First Movie Star, fu pubblicata nel 1999.

Vita privata

Florence Lawrence si sposò tre volte. La prima con Harry Solter (1908–1913), quindi con Charles Woodring (12 maggio, 1921–1931), un concessionario d’auto. Rimasta vedova, si sposa per la terza e ultima volta con Henry Bolton. L’uomo si rivela un vero bruto e il matrimonio, celebrato nel 1932, dura solo cinque mesi.

Invenzion

In anni di grande sperimentazione e progresso tecnologico era relativamente comune negli Stati Uniti escogitare invenzioni e miglioramenti tecnici. La stessa Florence, come anche qualche altro suo collega, fu inventrice del primo Indicatore di direzione per veicoli, applicato al lato posteriore di una motocicletta e consistente in un braccio meccanico che, azionato con un bottone, indicava la direzione che il guidatore intendeva prendere. Sviluppò anche un segnale di frenata, tramite un concetto simile in cui un braccio indicava la scritta “Stop”. Tuttavia la Lawrence non depositò il brevetto per le sue intuizioni, che vennero presto sviluppate da altri nella nascente industria automobilistica.

Filmografia

La filmografia si basa su IMDb[2]. Quando manca il nome del regista, questo non viene riportato nei titoli

1906

1907

1908

1909

1910

1911

1912

1913

1914

1916/1936

Film o documentari dove appare Florence Lawrence

Note

  1. ^ Salta a:a b le muse, VI, Novara, De Agostini, 1964, p. 381.
  2. ^ Filmografia IMDb

Altri progetti

Collegamenti esterni

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