Mind up … ma veramente siamo solo mente ???

Mind uploading e Transumanesimo

Siamo alle solite, dal cosmismo si passa a queste stro… heemmm, queste fantasie che ignorano completamente lo spirito, l’esistenza di piani superiori non materiali … come si piò pretendere che la mente basti ? Se vuoi fare il mind uploding e credi che la vita sia solo mentale e quindi riproducibile artificialmente … beh ma allora cosa viviamo a fare ? Per essere immortali nella nostra mente ? Allora mi cancello subito che ne ho gia piene le scatole … ma non siamo solo mente e il piano è infinitamente più di quello che credono queste teorie. Che poi le religioni siano limitanti, certo, bisogna andare al substrato di tutte le religioni e abbracciare tutte le visioni di tutti i saggi della storia per avere un barlume della saggezza perenne che si trova nel cuore di ognuno. Pubblico quello che si trova su Wikipedia, per farci un opinione su quello che alcuni studiano e credono … che deserto !!!

Semplice rete neurale artificiale.

Il mind uploading (in lingua inglese letteralmente “caricamento della mente”) o emulazione del cervello è l’ipotetico processo della copia di una mente cosciente da un cervello umano a un substrato non biologico. Il processo prevede la scansione e la mappatura dettagliata del cervello biologico e la copia del suo stato in un sistema informatico o altro dispositivo di calcolo.[1] Il computer eseguirebbe una simulazione del modello così fedele all’originale che la mente simulata si comporterebbe, in sostanza, allo stesso modo del cervello originale, o per tutti gli scopi pratici, in maniera indistinguibile.[2] La mente simulata verrebbe considerata parte della realtà virtuale del mondo simulato e potrebbe essere supportata da un modello anatomico tridimensionale che simula il corpo. In alternativa, la mente simulata potrebbe risiedere in un computer (o connessa ad esso) innestato all’interno di un robot umanoide o di un corpo biologico sostituendone il cervello.

L’emulazione di un intero cervello viene considerata dai futurologi come il punto logico finale[2] nei campi della neuroscienza computazionale e della neuroinformatica, ossia nella simulazione del cervello per scopi di ricerca medica. Essa viene trattata in pubblicazioni di ricerca riguardanti l’intelligenza artificiale[3] come un approccio all’intelligenza artificiale forte. Secondo i futurologi e per i movimenti transumanisti il mind uploading è una tecnologia che rappresenta un’importante possibilità di estensione della vita, originariamente suggerita dalla letteratura biomedica già nel 1971.[4] Il mind uploading rappresenta, inoltre, un elemento centrale in numerose opere di fantascienza, quali romanzi, film e videogiochi, come, ad esempio Transcendence.

Il mind uploading viene considerato da alcuni scienziati come una tecnologia teorica e futuribile ma possibile,[2] sebbene i principali finanziatori della ricerca e le principali riviste scientifiche rimangano scettici. Diverse previsioni contraddittorie sono state formulate riguardo a quando un cervello umano potrà essere interamente emulato e alcune delle previsioni fatte in passato sono risultate troppo ottimistiche. Già nel 1950 uno dei padri fondatori della ciberneticaNorbert Wiener, predisse che un giorno si sarebbe potuta trasferire una mente attraverso i fili di un telegrafo.[1] Una ricerca tradizionale nel campo è comunque in corso in settori pertinenti, compresi campi quali lo sviluppo di supercomputer sempre più veloci, la realtà virtuale, le interfacce neurali, la mappatura e la simulazione di cervelli di animali, la connettomica e l’estrazione di informazioni da un cervello in funzione.[5] La questione della copia dei dati e dell’intera struttura funzionale di un cervello tramite un processo tecnologico è un argomento discusso anche dai filosofi, e la possibilità di una reale attuazione del processo può essere vista come impossibile o inaccettabile da coloro che possiedono una visione dualistica del mondo, che è comune a molte religioni.

Quadro generale

Modello anatomico di un neurone

Il cervello dell’essere umano contiene circa 86 miliardi di cellule nervose, chiamate neuroni, ciascuna singolarmente legata ad altri neuroni per mezzo di connettori chiamati assoni e dendriti. I segnali che percorrono le giunture (sinapsi) di queste connessioni vengono trasmessi tramite il rilascio e il rilevamento di sostanze chimiche note come neurotrasmettitori. Si è concordi nel credere che la mente umana sia in gran parte una proprietà emergente dell’elaborazione delle informazioni di questa rete neurale.

I neuroscienziati hanno dichiarato che importanti funzioni svolte dalla mente, come l’apprendimento, la memoria e la coscienza, sono dovuti a processi puramente fisici ed elettrochimici nel cervello e sono regolati da leggi vigenti. Christof Koch e Giulio Tononi hanno scritto nell’IEEE Spectrum:

«La coscienza è parte del mondo naturale. Essa dipende, crediamo, solo dalla matematica e dalla logica e dalle non del tutto conosciute leggi della fisica, della chimica e della biologia; essa non nasce da una qualità magica o ultraterrena.[6]»

Il concetto di mind uploading si basa su questa visione meccanicistica della mente, e nega la visione vitalista della vita umana e della coscienza. Molti eminenti scienziati, informatici e neuroscienziati hanno previsto che i computer saranno in grado di pensare e persino di raggiungere il livello di coscienza, inclusi Koch e Tononi,[6] Douglas Hofstadter,[7] Jeff Hawkins,[7] Marvin Minsky,[8] Randal A. Koene,[9] e Rodolfo Llinás.[10]

Tale capacità di intelligenza delle macchine potrebbe fornire il substrato computazionale necessario per il caricamento della mente. Tuttavia, anche se il mind uploading dipende da una tale capacità generale, è concettualmente distinto dalle forme generali di intelligenza artificiale in quanto è il risultato di una rianimazione dinamica di informazioni derivanti da una mente umana in modo che la mente conservi un senso di identità storica (altre forme sono possibili ma comprometterebbero o eliminerebbero la caratteristica dell’estensione della vita generalmente associata con il mind uploading). Le informazioni trasferite e rianimate diverrebbero una forma di intelligenza artificiale, talvolta chiamata anche infomorfo o “noömorph“.

Molti teorici hanno presentato modelli del cervello e hanno stabilito una serie di stime della quantità di potenza di calcolo necessaria per simulazioni parziali e complete. Secondo questi modelli, il mind uploading può diventare possibile entro qualche decennio, se le tendenze nel progresso tecnologico, come quelle rappresentate dalla legge di Moore, continuassero allo stesso ritmo esponenziale.[11]

La prospettiva di caricare la coscienza umana in questo modo solleva molte questioni filosofiche che coinvolgono l’identità, l’individualità e questioni riguardanti l’anima e la mente definite come il contenuto informativo del cervello, così come numerosi problemi di etica medica e moralità alla base processo.

Vantaggi teorici

Immortalità

In teoria, se le informazioni e i processi della mente possono essere dissociati dal corpo biologico, essi non sono più legate ai limiti fisici individuali di quel corpo. Inoltre, le informazioni all’interno di un cervello potrebbero essere in parte o interamente copiate o trasferite a una o più altri substrati (come una memorizzazione di tipo digitale o un altro cervello), riducendo o eliminando il rischio di mortalità. Questa lettura del processo fu proposta per la prima volta nella letteratura biomedica nel 1971 dal biogerontologo George M. Martin dell’Università di Washington.[4]

Maggiore velocità

Una intelligenza basata su computer, come quella risultante da un mind uploading, potrebbe pensare molto più velocemente di un essere umano. I neuroni umani scambiano i segnali elettrochimici con una velocità massima di circa 150 metri al secondo, mentre la velocità della luce è di circa 300 milioni di metri al secondo, circa due milioni di volte più veloce. Inoltre, i neuroni possono generare un massimo di circa 200-1000 potenziali d’azione o “picchi” al secondo, mentre il numero di segnali al secondo nei moderni chip per computer è di circa 3 GHz (circa 20 milioni di volte maggiore) e dovrebbe aumentare di almeno un fattore 100. Pertanto, anche se i componenti del computer responsabile della simulazione di un cervello non sono significativamente più piccoli rispetto a quelli di un cervello biologico, e anche se la temperatura di questi componenti non è significativamente più bassa, Eliezer Yudkowsky del Singularity Institute for Artificial Intelligence calcola un limite massimo teorico per la velocità di una futura rete neurale artificiale. La rete potrebbe in teoria funzionare circa un milione di volte più velocemente di un vero cervello, sperimentando un anno di tempo soggettivo in soli 31 secondi di tempo reale.[12][13][14]

Tuttavia, nella pratica questa implementazione in parallelo richiederebbe entità computazionali per ciascuno dei cento miliardi di neuroni e ciascuna delle 100.000 miliardi di sinapsi. Ciò richiede un computer o reti neurali artificiali dalle potenzialità enormi, molto più grandi anche degli attuali supercomputer.[13] In un’implementazione meno futuristica, il time-sharing permetterebbe l’emulazione sequenziale di diversi neuroni con la stessa unità di calcolo. Così le dimensioni del computer potrebbero essere più limitate, anche se l’aumento di velocità potrebbe essere minore. Supponendo che le minicolonne corticali raggruppate in ipercolonne siano le unità di calcolo, il cervello di un mammifero può essere emulato da un supercomputer di oggi, ma risulterebbe operante a una velocità inferiore rispetto a quella del cervello biologico.[15]

Viaggiare nello spazio

Il mind uploading pone potenziali benefici per i viaggi nello spazio interstellare perché consentirebbe ad esseri immortali di viaggiare per il cosmo senza soffrire di accelerazione estrema oltre che delle limitazioni intrinseche di un corpo biologico. Una società intera di menti processate con un mind uploading può essere emulata da un computer su una nave spaziale dalle dimensioni estremamente limitate, che consuma molta meno energia rispetto a quella utilizzata per i viaggi spaziali tradizionali.

Le menti digitalizzate avrebbero il controllo della nave e sarebbero in grado di prendere decisioni sul viaggio in tempo reale, indipendentemente da eventuali segnali provenienti dalla Terra, che potrebbero eventualmente richiedere mesi o anni per raggiungere l’astronave. Inoltre una coscienza virtuale può essere posta in uno stato di ibernazione, o le sue attività rallentate; le menti virtuali non dovrebbero quindi essere costrette a sperimentare la noia infinita di un viaggio che potrebbe richiedere anche migliaia di anni. Le menti potrebbero essere risvegliate solo quando il computer di bordo rileva che la destinazione è stata raggiunta.

Un’altra possibilità per il viaggio sarebbe quella di trasmettere una mente tramite un laser, o via radio, tra due località già colonizzate. Il viaggio richiederebbe solo l’energia per trasmettere i segnali con la potenza necessaria per la destinazione.

Esistenze multiple o parallele

Un altro concetto collegato al mind uploading, esplorato più nella fantascienza che nella speculazione scientifica, è la possibilità di ottenere diverse copie speculari di una sola mente umana. Tali copie potrebbero consentire a un “individuo” di provare più cose in una volta, reintegrando le esperienze di tutte le copie in una mente centrale in un certo momento del futuro, di fatto permettendo a un singolo essere senziente di vivere in molti luoghi e fare più cose contemporaneamente; questo concetto è stato esplorato in particolare nella narrativa. Tali copie parziali e complete di un essere senziente sollevano questioni interessanti per quanto riguarda l’identità e l’individualità.

Tecnologie e tecniche rilevanti

Capacità computazionale

La potenza di elaborazione dei supercomputer in una proiezione basata sulla legge di Moore e sullo sviluppo esponenziale della capacità di elaborazione. In questa proiezione di Ray Kurzweil il tempo di raddoppio della capacità di calcolo si presume possa essere di 1,2 anni.

I sostenitori del mind uploading puntano alla legge di Moore per sostenere l’idea secondo cui la potenza di calcolo necessaria potrebbe essere disponibile in pochi decenni. Tuttavia, le effettive esigenze di calcolo per l’esecuzione di una mente umana caricata in un supporto tecnologico sono molto difficili da quantificare, rendendo altamente speculativo tale argomento. Indipendentemente dalla tecnica utilizzata per acquisire o ricreare la funzione di una mente umana, le esigenze di elaborazione possono essere immense, a causa del gran numero di neuroni presenti nel cervello umano e della notevole complessità di ogni neurone.

Nel 2004 Henry Markram, ricercatore capo del “Blue Brain Project“, ha dichiarato che “non è il loro obiettivo costruire una rete intelligente neurale”, basata esclusivamente sulle esigenze computazioni che un tale progetto richiederebbe:[16]

«Sarà molto difficile perché, nel cervello, ogni molecola ha una capacità paragonabile a quella di un potente computer e avremmo bisogno di simulare la struttura e la funzione di miliardi di miliardi di molecole così come tutte le regole che governano le loro interazioni. Ci sarebbe bisogno di computer che sono migliaia di miliardi di volte più grandi e più veloci di qualsiasi cosa esistente oggi.[17]»

Cinque anni più tardi, dopo la riuscita simulazione di una parte di cervello di un ratto, lo stesso scienziato si è rivelato molto più ottimista al riguardo. Nel 2009, quando era direttore del progetto Blue Brain, aveva affermato che “Un dettagliato e funzionale cervello umano artificiale può essere costruito entro i prossimi 10 anni”.[18]

Scala del modello simulativo

Un alto livello cognitivo del modello dell’architettura cerebrale non è richiesto per l’emulazione del cervello.Modello semplice del neurone.Modello del metabolismo: Il movimento di ioni caricati positivamente attraverso i canali ionici controlla il potenziale d’azione della membrana elettrica in un assone.

Poiché la funzione della mente umana, e i suoi collegamenti con il funzionamento della rete neurale del cervello, sono questioni poco conosciute, il mind uploading si basa sul concetto di emulazione della rete neurale. Invece di dover comprendere i processi psicologici di alto livello e le grandi strutture del cervello, e di costruire su di essi un modello utilizzando l’intelligenza artificiale classica e i modelli della psicologia cognitiva, viene scansionato il basso livello di struttura della rete neurale sottostante, mappato e quindi emulato con un sistema informatico. Per dirla con la terminologia informatica, piuttosto che fare un’analisi e un reverse engineering del comportamento degli algoritmi e delle strutture dei dati che risiedono nel cervello, uno schema del suo codice sorgente viene ricompilato in un altro linguaggio di programmazione. La mente umana e l’identità personale verrebbero poi, in teoria, generati dalla rete neurale emulata nello stesso modo in cui vengono generati dalla rete neurale biologica.

D’altra parte, una simulazione a scala molecolare del cervello potrebbe non essere necessaria, a condizione che il funzionamento dei neuroni non sia influenzato da processi della meccanica quantistica. L’approccio all’emulazione della rete neurale richiede solo che siano compresi il funzionamento e l’interazione dei neuroni e delle sinapsi. Si prevede che possa essere sufficiente un modello black box dell’elaborazione del segnale con il quale i neuroni rispondono agli impulsi nervosi (elettrici e trasmissione sinaptica chimica).

È richiesto un modello sufficientemente complesso e accurato dei neuroni. Un tradizionale modello artificiale di una rete neurale, ad esempio un modello di rete multi-livello di tipo perceptron, non è considerato sufficiente. È richiesto il modello di una rete neuronale di impulsi (SNN, Spiking Neural Network), che rifletterebbe la proprietà del neurone che spara impulsi solo quando un potenziale di membrana raggiunge un certo livello. È probabile che il modello debba includere delay (ritardi nella risposta), funzioni non lineari ed equazioni differenziali che descrivono il rapporto tra i parametri elettrofisiologici come correnti elettriche, tensioni, stati di membrane (stati dei canali ionici) e neuromodulatori.

Dal momento che si ritiene che l’apprendimento e la memoria a lungo termine siano il risultato del rafforzamento o dell’indebolimento delle sinapsi attraverso un meccanismo noto come plasticità sinaptica o adattamento sinaptico, il modello dovrebbe comprendere questo meccanismo. Dovrebbero essere inseriti nel modello anche le risposte dei recettori sensoriali ai vari stimoli.

Inoltre, il modello dovrebbe includere necessariamente il metabolismo del cervello, ossia le modalità con le quali i neuroni sono affetti dagli ormoni e da altre sostanze chimiche che possono attraversare la barriera emato-encefalica. Si ritiene probabile che il modello debba includere anche neuromodulatori, neurotrasmettitori e canali ionici al momento sconosciuti. Si ritiene improbabile[senza fonte] che il modello di simulazione debba includere anche l’interazione delle proteine, il che renderebbe il tutto computazionalmente molto più complesso.[2]

Un modello di simulazione digitale al computer di un sistema analogico come il cervello è un’approssimazione che può comportare casuali errori di quantizzazione e di distorsione. Tuttavia, i neuroni biologici soffrono anche di casualità e di precisione limitata, per esempio a causa di rumori di fondo (informazioni irrilevanti, non corrette o duplicate). Gli errori del modello possono essere ridotti, rispetto a quelli del cervello biologico, scegliendo risoluzioni e frequenza di campionamento sufficientemente variabili e modelli sufficientemente accurati di non linearità. La potenza di calcolo e di memoria del computer deve comunque essere sufficiente per eseguire tali simulazioni di grandi dimensioni, preferibilmente in tempo reale.

La scansione e la mappatura in scala di un individuo

Mappa cerebrale di un Caenorhabditis elegans.

Durante la modellazione e la simulazione del cervello di un individuo, una mappa del cervello o un database delle varie connessioni tra i neuroni devono essere estratti da un modello anatomico del cervello. Questa mappatura della rete dovrebbe mostrare la connettività di tutto il sistema nervoso umano, tra cui il midollo spinale, i recettori sensoriali e le cellule muscolari. Una scansione di tipo distruttivo del cervello umano, compresi i dettagli sinaptici, è possibile dalla fine del 2010.[19] Una mappa completa del cervello dovrebbe anche riflettere la forza sinaptica (il “peso”) di ciascuna connessione. Non è chiaro se questo sia possibile con la tecnologia attuale.

È stato proposto che la memoria a breve termine e la memoria di lavoro possano essere una prolungata o ripetuta azione dei neuroni, così come i processi dinamici intra-neurali. Poiché lo stato del segnale elettrico e chimico delle sinapsi e dei neuroni può essere difficile da estrarre, l’uploading potrebbe comportare per la mente caricata una perdita di memoria degli eventi immediatamente prima della scansione del cervello. Una completa mappatura del cervello occuperebbe meno di 2 x 1016 byte (20.000 terabyte) e memorizzerebbe gli indirizzi dei neuroni connessi, il tipo di sinapsi e il “peso” delle sinapsi per ciascuna delle 1015 sinapsi del cervello.

Sezionamento seriale

Sezionamento seriale di un cervello.

Un possibile metodo per il mind uploading è il sezionamento seriale del cervello, processo in cui il tessuto cerebrale e forse altre parti del sistema nervoso sono congelati e poi scansionati e analizzati strato per strato, in modo da catturare la struttura dei neuroni e delle loro interconnessioni.[20] La struttura della superficie esposta del tessuto nervoso congelato verrebbe acquisita e registrata, e poi lo strato superficiale di tessuto asportato. Anche se questo sarebbe un processo molto lento e laborioso, la ricerca è attualmente in corso per automatizzare la raccolta e la microscopia di sezioni seriali.[21] Le scansioni sarebbero quindi analizzate e verrebbe ricreato un modello della rete neurale nel sistema in cui la mente è stata caricata.

Ci sono diverse incertezze riguardo a questo approccio che utilizza le attuali tecniche di microscopia. Se è possibile replicare la funzione dei neuroni solo visualizzandone la struttura visibile, la risoluzione offerta da un microscopio elettronico a scansione sarebbe sufficiente per una tale tecnica.[21] Tuttavia, dato che la funzione del tessuto cerebrale è in parte determinata da eventi molecolari, questo potrebbe non bastare per la cattura e la simulazione delle funzioni dei neuroni. È possibile estendere le tecniche di sezionamento seriale e catturare la composizione molecolare interna dei neuroni, attraverso l’utilizzo di sofisticati metodi di colorazione immunoistochimica che potrebbero poi essere letti attraverso la microscopia confocale a scansione laser. Tuttavia, dato che la genesi fisiologica della mente non è attualmente nota, questo metodo non può essere in grado di accedere a tutte le informazioni biochimiche necessarie per ricreare un cervello umano con una sufficiente fedeltà.

L’imaging cerebrale

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Risonanza magnetica funzionale e Magnetoencefalografia.

Può anche essere possibile creare mappe 3D funzionali dell’attività cerebrale, utilizzando avanzate tecnologie di neuroimaging, come la risonanza magnetica funzionale (fMRI, per mappare il cambiamento del flusso sanguigno), magnetoencefalografia (MEG, per la mappatura delle correnti elettriche), o combinazioni di più metodi, per costruire un dettagliato modello tridimensionale del cervello con metodi non invasivi e non distruttivi. Oggi, la fMRI è spesso combinata con la magnetoencefalografia per la creazione di mappe funzionali della corteccia cerebrale umana durante i compiti cognitivi più complessi, dato che due metodi sono complementari. Anche se la tecnologia di imaging attuale manca della risoluzione spaziale necessaria per raccogliere le informazioni necessarie per una simile scansione, importanti sviluppi recenti e futuri sono previsti atti a migliorare sostanzialmente sia la risoluzione spaziale che quella temporale delle tecnologie esistenti.[22]

  • Processo di acquisizione da una risonanza magnetica della intera rete strutturale di un cervello.
  • Magnetoencefalografia

Interfacce neurali

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Interfaccia neurale.

Interfaccia neurale (BCI, Brain-Computer Interface).

Le interfacce neurali (BCI, Brain-Computer Interface; note anche come interfacce neuro-computer o interfacce cerebrali) costituiscono una delle tecnologie ipotetiche per la lettura delle informazioni di un cervello funzionante. La produzione di questo dispositivo o di uno simile potrebbe rivelarsi basilare nel processo di mind uploading di un soggetto umano vivente.

La ricerca corrente

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Neuroinformatica.

Una rete neurale artificiale, descritta come “grande e complessa quanto la metà del cervello di un topo”, è stata eseguita su un supercomputer IBM Blue Gene da un gruppo di ricerca dell’Università del Nevada nel 2007. Per simulare il tempo di un secondo ci sono voluti dieci secondi di tempo di esecuzione del computer. I ricercatori hanno riferito di aver constatato impulsi nervosi “biologicamente coerenti” attraverso la corteccia virtuale. Tuttavia, nella simulazione mancavano le strutture cerebrali in tempo reale del cervello dei topi, e i ricercatori hanno riferito che intendono migliorare in tal senso l’accuratezza del modello dei neuroni.[23]

Blue Brain è un progetto, lanciato nel maggio 2005 da IBM e dall’École polytechnique fédérale di Losanna, che ha l’obiettivo di creare una simulazione al computer di una colonna corticale dei mammiferi a livello molecolare.[24] Il progetto utilizza un supercomputer su base Blue Gene per simulare il comportamento elettrico dei neuroni in base alla loro connessione sinaptica e sulle relative correnti di membrana. L’obiettivo iniziale del progetto, completato nel dicembre 2006,[25] era la simulazione della colonna neocorticale di un topo, che può essere considerata la più piccola unità funzionale della corteccia cerebrale (la parte del cervello ritenuta responsabile delle funzioni superiori, come il pensiero cosciente), contenente 10 000 neuroni (e 108 sinapsi). Tra il 1995 e il 2005Henry Markram mappò i tipi di neuroni e le loro connessioni in una colonna. Nel novembre 2007,[26] il progetto arrivò al termine della prima fase, durante la quale erano stati raccolti i dati per il processo di creazione, validazione e ricerca della colonna neocorticale. Il progetto si propone di rivelare alla fine gli aspetti della cognizione umana e di vari disturbi psichiatrici causati dal malfunzionamento dei neuroni, come l’autismo, e di capire come gli agenti farmacologici influenzano il comportamento della rete neurale.

Un’organizzazione chiamata Brain Preservation Foundation[27] è stata fondata nel 2010 e offre un premio Brain Preservation Technology al fine di promuovere le ricerche nel campo della preservazione del cervello. Il premio viene assegnato in due parti: il 25% verrà assegnato al primo team internazionale che riuscirà a preservare l’intero cervello di un topo, il 75% al team che riuscirà per primo a preservare l’intero cervello di un animale di grandi dimensioni in un modo che possa essere adottato anche per gli esseri umani dopo la morte clinica. In definitiva l’obiettivo di questo premio è quello di generare una intera mappa del cervello che possa essere utilizzata a sostegno degli sforzi separati per fare l’uploading e possibilmente “rivitalizzare” una mente in uno spazio virtuale.

Controversie

Controversie legali, politiche ed economiche

Può essere difficile garantire la tutela dei diritti umani in mondi simulati. Per esempio, i ricercatori delle scienze sociali potrebbero essere tentati di utilizzare le menti simulate, o intere società di menti simulate, per esperimenti controllati in cui sono esposte molte copie delle stesse menti (in serie o contemporaneamente) in condizioni di prova diverse.

L’unica risorsa fisica limitata a cui necessariamente attenersi in un mondo simulato è la capacità di calcolo, e quindi la velocità e la complessità della simulazione. Individui ricchi o privilegiati in una società di menti emulate potrebbero così fare un’esperienza soggettiva del tempo ben maggiore rispetto ad altre nello stesso tempo reale, o potrebbero essere in grado di eseguire più copie di loro stessi o di altri, e quindi produrre più servizi e diventare ancora più ricchi. Altri potrebbero soffrire della mancanza di risorse computazionali (starvation) e mostrare un comportamento al rallentatore.

Copie e individualità

Un altro problema filosofico derivante dal mind uploading ruota intorno all’individualità della mente caricata: può essere considerata la stessa dell’originale, dotata della stessa coscienza, o semplicemente una copia esatta con gli stessi ricordi e la personalità? E se invece risultassero differenti, quali sarebbero le differenze tra la copia e l’originale?

Le principali tecnologie di scansione del cervello prese in considerazione, come il sezionamento seriale, risulterebbero necessariamente distruttive e il cervello originale non sopravviverebbe alla procedura di scansione. Ma se l’originale può essere mantenuto intatto, la coscienza emulata potrebbe essere una copia esatta e speculare della persona biologica. In questo caso diverrebbe implicita la possibilità di copie multiple di una singola coscienza originale che può letteralmente “entrare” in una o più copie, dal momento che queste tecnologie comportano generalmente la simulazione di un cervello umano in un computer di qualche tipo, tramite file digitali che possono essere copiati all’infinito (memoria permettendo) con assoluta precisione. Il problema è infatti reso ancora più complesso proprio da questa possibilità di creare un numero potenzialmente infinito di copie inizialmente identiche del soggetto originale che sarebbero ovviamente tutte presenti, allo stesso tempo, come esseri distinti. Si suppone che una volta che le varie versioni vengono poi esposte, dopo l’uploading, a diversi input sensoriali, le loro esperienze comincerebbero a divergere, rendendole semplicemente menti distinte, anche se tutti i loro ricordi fino al momento della copia resterebbero gli stessi. Ma molte varianti, più o meno complesse, sono possibili. A seconda della capacità di calcolo, la simulazione può essere eseguita con un tempo più veloce o più lento rispetto al tempo fisico, con ovvie conseguenze per l’interazione tra una mente biologica e una mente simulata. Un cervello emulato può essere inoltre avviato, messo in pausa per un backup e riavviato di nuovo da uno stato di backup salvato in qualsiasi momento. La mente simulata in quest’ultimo caso, necessariamente non ricorderebbe tutto ciò che è successo dopo l’istante della messa in pausa e forse non potrebbe nemmeno essere consapevole che è un duplicato appena avviato. Risulterebbero diverse le interazioni possibili tra copie di cervelli emulati; una versione precedente di una mente simulata può interagire con una versione più “giovane” e condividere esperienze con essa.

Il limite di Bekenstein

Il limite di Bekenstein è il limite superiore delle informazioni che possono essere contenute all’interno di una regione finita di spazio che ha una quantità finita di energia o, al contrario, la quantità massima di informazioni necessarie a descrivere perfettamente un dato sistema fisico fino al livello quantistico.[28]

Un cervello umano medio ha un peso di 1,5 kg e un volume di 1260 cm³. L’energia (E=mc²) sarà 1.34813·1017 J e se si considera il cervello una sfera il raggio sarà 6.70030·10−2 metri.

Il limite di Bekenstein per un cervello umano medio sarebbe 2.58991·1042 bit che rappresenta il limite superiore delle informazioni necessarie per ricreare perfettamente un cervello umano medio fino al livello quantico. Ciò implica che il numero dei diversi stati (Ω=2I) del cervello umano (e della mente se si considera il fisicalismo) è almeno 107.79640·1041.

Tuttavia, come descritto sopra, secondo molti sostenitori del mind uploading i modelli a livello quantistico e la simulazione dei neuroni a scala molecolare non saranno necessari, quindi il limite di Bekenstein rappresenta solo un limite massimo. Si stima che l’ippocampo di un cervello umano adulto possa memorizzare dati fino a un limite equivalente a 2,5 petabyte in campo binario.[29]

Limiti derivanti dalle neuroscienze

La possibilità di effettuare un upload della mente umana non espone esclusivamente a controversie di natura etica o cibernetica. Secondo il neurofisiologo italiano Marco Sarà un uploading della mente sarebbe impossibile se non venissero implementate al contempo alcune funzioni “non ovvie” ma indispensabili al funzionamento mentale. La più importante sarebbe il “sense of agency” e cioè la capacità del cervello di distinguere sé stesso come autore, oppure spettatore, di ciò che percepisce. L’esempio più noto di questa funzione di verifica della proprietà o meno di ciò che percepiamo è alla base dell’impossibilità di provocarsi il solletico da soli; un dilemma risolto elegantemente da Susan Blackemore e colleghi[30]. La ragione per cui è impossibile solleticarsi efficacemente da soli starebbe proprio nella funzione del senso di se che attenua l’intensità dello stimolo e così la sua efficacia. Perché ciò possa effettivamente verificarsi sarebbe necessario fornire alla mente caricata in un computer i “rientri sensoriali” delle sue stesse azioni. Secondo Sarà una mente caricata in uno spazio vuoto non saprebbe più distinguere sé dal resto dell’universo.

Sostenitori del mind uploading

I seguaci del Movimento Raeliano sostengono il mind uploading nel processo di clonazione umana per raggiungere la vita eterna. Vivere all’interno di un computer viene vista come una delle principali possibilità.[31] Il mind uploading viene sostenuto anche da diversi ricercatori nel campo delle neuroscienze e dell’intelligenza artificiale, come Marvin Minsky. Nel 1993, Joe Strout creò un piccolo sito web chiamato Mind Uploading Home Page, e cominciò a sostenere l’idea della creazione di circoli sulla crionica in rete. Molti transumanisti credono allo sviluppo e all’implementazione del mind uploading e alcuni di essi, tra cui Nick Bostrom, prevedono che sarà possibile entro il XXI secolo considerando le tendenze tecnologiche, come la legge di Moore.[2]

Il libro Beyond Humanity: CyberEvolution and Future Minds di Gregory S. Paul & Earl D. Cox,, tratta dell’eventualità (per gli autori, quasi inevitabile) dell’evoluzione dei computer in esseri senzienti, ma si occupa anche di mind uploadingWetwares: Experiments in PostVital Living, di Richard Doyle Wetwares, tratta ampiamente il mind uploading e sostiene che gli esseri umani sono parte di un “fenotipo di vita artificiale”. La visione di Doyle inverte il processo del mind uploading introducendo forme di vita artificiali attivamente alla ricerca di incarnazioni biologiche come parte della loro strategia riproduttiva. Raymond Kurzweil, esponente di rilievo del transumanesimo e convinto sostenitore della probabilità di una singolarità tecnologica, ha suggerito che il percorso più facile per arrivare a un livello umano di intelligenza artificiale potrebbe trovarsi nell’ingegneria inversa del cervello umano, argomento che usa di solito per riferirsi alla creazione di una nuova intelligenza in base ai principi di funzionamento del cervello e all’uploading di singole menti umane sulla base di scansioni e simulazioni estremamente dettagliate. L’idea è discussa anche nel suo libro La singolarità è vicina.

Note

  1. ^ Salta a:a b Laura Tundo, Sergio Bartolommei, Etica della vita: le nuove frontiere, Dedalo, 2006, pp. 72-73, ISBN 88-220-6290-6URL consultato il 25 giugno 2012.
  2. ^ Salta a:a b c d e (EN) Sandberg Anders e Boström Nick, Whole Brain Emulation: A Roadmap(PDF), Technical Report #2008‐3, Future of Humanity Institute, Oxford University, 2008. URL consultato il 5 aprile 2009
    «The basic idea is to take a particular brain, scan its structure in detail, and construct a software model of it that is so faithful to the original that, when run on appropriate hardware, it will behave in essentially the same way as the original brain.».
  3. ^ (EN) Ben GoertzelHuman-level artificial general intelligence and the possibility of a technological singularity: a reaction to Ray Kurzweil’s The Singularity Is Near, and McDermott’s critique of Kurzweil, in Artificial Intelligence, vol. 171, 18, Special Review Issue, Dec 2007, pp. 1161-1173, DOI:10.1016/j.artint.2007.10.011URL consultato il 1º aprile 2009.
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Voci correlate

Narrativa

Collegamenti esterni

Transumanesimo

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Il transumanesimo (o transumanismo, a volte abbreviato con >H o H+ o H-plus) è un movimento culturale che sostiene l’uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive e migliorare quegli aspetti della condizione umana che sono considerati indesiderabili, come la malattia e l’invecchiamento, in vista anche di una possibile trasformazione post umana.

Panoramica sul transumanesimo

Il significato del termine “transumanesimo” fu delineato in modo sistematico da Julian Huxley nel 1957, nel testo “In New Bottles for New Wine”, dopo averlo a sua volta mutuato dall’amico Pierre Teilhard de Chardin che aveva coniato il termine già nel 1949[1]. Nell’originaria accezione di Huxley, transumanesimo indica «l’uomo che rimane umano, ma che trascende sé stesso, realizzando le nuove potenzialità della sua natura umana, per la sua natura umana», collocandolo in uno scenario di emancipazione dell’umanità in cui quest’ultima assume consapevolmente il compito di guidare il generale processo evolutivo.[2]

Il termine fu poi utilizzato negli Stati Uniti a partire dagli anni ottanta con un significato in parte diverso, meno legato a traguardi sociali ed orientato a un maggiore individualismo, soprattutto ad opera di FM-2030 (Fereidoun M. Esfandiary) e di Natasha Vita More. Una definizione oggi spesso utilizzata è quella proposta da Max More,[3] il quale concepisce il transumanesimo come «una classe di filosofie che cercano di guidarci verso una condizione postumana». «Il Transumanesimo condivide molti elementi con l’umanesimo, inclusi il rispetto per la ragione e le scienze, l’impegno per il progresso ed il dare valore all’esistenza umana (o transumana) in questa vita. […] Il Transumanesimo differisce dall’umanesimo nel riconoscere ed anticipare i radicali cambiamenti e alterazioni sia nella natura, sia nelle possibilità delle nostre vite, che saranno il risultato del progresso nelle varie scienze e tecnologie[…]».

Sono state suggerite anche altre definizioni come quella di Anders Sandberg[4] («Il Transumanesimo è la filosofia che afferma che noi possiamo e dobbiamo svilupparci a livelli, fisicamente, mentalmente e socialmente superiori, utilizzando metodi razionali») o quella di Robin Hanson[5] («Il Transumanesimo è l’idea secondo cui le nuove tecnologie probabilmente cambieranno il mondo nel prossimo secolo o due a tal punto che i nostri discendenti non saranno per molti aspetti ‘umani’»).

Il transumanesimo è dunque:

Al di là delle diverse definizioni, sulla scorta dell’impostazione originaria di Julian Huxley vi è comunque un generalizzato consenso nell’individuare, quale idea centrale del transumanesimo, quella di “evoluzione autodiretta”,[7][8][9][10] vale a dire pretendere che l’intelligenza umana possa sostituire la logica naturale.

Transumanesimo e tecnologia

I transumanisti sono a favore dell’utilizzo delle tecnologie emergenti, incluse molte attualmente ritenute controverse, come l’ingegneria genetica sull’uomo, la crionica e gli usi avanzati dei computer e delle comunicazioni. Ritengono che l’intelligenza artificiale un giorno supererà quella umana, realizzando la singolarità tecnologica.

Secondo alcuni la rapidità in crescita dello sviluppo tecnologico suggerisce progressi tecnologici radicali ed importanti per i prossimi 50 anni. Secondo i transumanisti questo sviluppo è desiderabile e gli esseri umani possono e dovrebbero diventare “più che umani” attraverso l’applicazione di innovazioni tecnologiche come l’ingegneria genetica, la nanotecnologia, la neurofarmacologia, le protesi artificiali, e le interfacce tra la mente e le macchine.Rappresentazione della convergenza tecnologica a partire dall’unione di biologia, informatica, nanotecnologia e scienze cognitive.

In inglese, le tecnologie di maggior rilevanza transumanista sono spesso definite come GRIN (Genetics, Robotics, Information technology, Nanotechnology) o con l’espressione “bio-info-nano-cogno” (biologia, informatica, nanotecnologia, scienze cognitive).

Radici umanistiche e illuministe

Tra i precursori del transumanesimo, i transumanisti tendono ad annoverare diversi pensatori e filosofi, quali ad esempio Giovanni Pico della MirandolaRoger BaconFrancis BaconLev Trockij[11][12] e Pierre Teilhard de Chardin[13][14].

Seguendo le tradizioni filosofiche dell’Umanesimo rinascimentale, pone gli esseri umani al “centro” dell’universo morale, e sostiene che non esistano forze sovrannaturali che guidino l’umanità. Tende inoltre a preferire discussioni razionali e osservazioni empiriche dei fenomeni naturali e promuove pertanto scienza e ragione.

Seguendo la tradizione scientifica, morale e filosofica del XIX secolo, influenzata dall’illuminismo e dal positivismo, il transumanesimo si pone come obiettivo l’utilizzo della conoscenza globale come mezzo in vista di un miglioramento individuale e civile.

Si cerca di applicare la ragione, la scienza e la tecnologia allo scopo di ridurre la povertà, la malattia, la disabilità, la malnutrizione e i governi oppressivi esistenti nel mondo, per far sì che la realtà materiale della condizione umana soddisfi le promesse di equità e giustizia legale e politica e di automiglioramento, eliminando barriere mentali e fisiche congenite. In riferimento a questo obiettivo molti transumanisti considerano positivamente il potenziale futuro della tecnologia e di sistemi sociali innovativi per il miglioramento della qualità della vita.

Secondo i transumanisti esiste un imperativo etico per gli esseri umani di lottare per il progresso e il superamento di sé (perfettismo). L’umanità dovrebbe entrare in una fase post-darwiniana di esistenza,[3] nella quale gli esseri umani dovrebbero controllare l’evoluzione e le mutazioni casuali dovrebbero essere sostituite da cambiamenti guidati dall’autodeterminazione e dalla razionalità.

I transumanisti si interessano dunque a tutti i vari campi della scienza, della filosofia, dell’economia e della storia naturale e sociale per comprendere e valutare le possibilità di superare le limitazioni biologiche.

Il transumanesimo addotta una visione antispecista,[15] riconoscendo il diritto al benessere per tutti gli esseri senzienti.[16]

Spiritualità transumanista

Il transumanesimo ha un carattere eminentemente laico e molti transumanisti si dichiarano agnostici o atei. Alcuni seguono tuttavia tradizioni filosofiche orientali, mentre altri fondono le proprie convinzioni transumaniste con le religioni tradizionali, come il Cristianesimo,[17] il Mormonismo,[18] il neopaganesimo europeo o l’induismo.

La maggior parte dei transumanisti non crede in un’anima umana trascendente, ma confida nella compatibilità delle menti umane con l’hardware dei computer, con l’implicazione teorica che la coscienza individuale possa, un giorno, essere trasferita o emulata su un supporto digitale; tale tecnica si chiama “mind uploading“.

Storia del transumanesimo

I primi transumanisti americani si incontrarono formalmente all’inizio degli anni 1980 alla University of California di Los Angeles, che divenne il loro centro principale. Fu qui che FM-2030 (in precedenza “FM Esfandiary”) insegnò l’ideologia futurista degli “Upwingers”. John Spencer alla Space Tourism Society organizzò molti eventi transumani legati allo spazio. Natasha Vita-More (in precedenza Nancie Clark) esibì “Breaking Away” all’EZTV Media, un luogo dove i transumanisti e altri futuristi potevano incontrarsi. FM, John e Natasha si incontrarono e presto iniziarono a tenere riunioni per i transumanisti di Los Angeles, che includevano gli studenti provenienti da FM-2030, spettatori delle produzioni artistiche di Natasha e la comunità spaziale ed astrofisica. Nel frattempo in Australia, Damien Broderick, autore di fantascienza,[19] scrisse The Judas Mandala. Nel 1982, Natasha scrisse Transhumanist Arts Manifesto (“Manifesto delle arti transumane“) e più tardi produsse lo spettacolo televisivo via cavo “TransCentury UPdate”, che ebbe oltre 100.000 spettatori.

Nel 1986 fu pubblicato il libro di Kim Eric Drexler sulla nanotecnologia, Engines of Creation (“Motori di creazione“). La sede della Alcor Foundation nella California meridionale divenne un centro per pensatori futuristi. Non tutti gli attivisti che erano interessati a migliorare la condizione umana erano coinvolti nel transumanesimo: alcuni non conoscevano la parola sebbene ne seguissero i principi. Oggi, la World Transhumanist Association (recentemente nota anche con il nome “Humanity+”[20]), fondata da Nick Bostrom e David Pearce,[21] è la più grande organizzazione transumanista, ma tende a utilizzare meno il termine “transumanista”.

Transumanesimo in Italia

In Italia esistono due capitoli distinti della World Transhumanist Association (ora nota come Humanity+), l’Associazione Italiana Transumanisti e il Network Transumanisti Italiani.

L’Associazione Italiana Transumanisti ha come presidente onorario Riccardo Campa, già membro del consiglio direttivo della World Transhumanist Association, e come segretario Stefano Vaj, autore del controverso Biopolitica. Il nuovo paradigma.[22]

Il Network dei Transumanisti Italiani è un’unione di 11 siti web e blog accomunati dal desiderio di diffondere le idee transumaniste in Italia, tra cui Estropico, che per primo, fin dal 2001, ha cominciato a proporre le tematiche transumaniste in Italia.[23]

Inoltre, nell’alveo del transumanesimo italiano, o vicino alle sue posizioni, si collocano gli Accelerazionisti, i Connettivisti, i Galileiani, i Neofuturisti e i Tecnoumanisti. Va citata l’associazione ALTA (Associazione-Laboratorio di TransArchitettura), gruppo nato in seno al movimento.

Nel luglio 2012 l’italiano Giuseppe Vatinno è il primo aderente al movimento Transumanista ad essere eletto ad un Parlamento nazionale,[24] tuttavia nel 2015 viene espulso da Humanity Plus, l’associazione transumanista mondiale, e dall’Institute for Ethics and Emerging Technologies, il principale think tank transumanista a livello internazionale.[25]

Alle elezioni politiche italiane del 2018 viene eletto alla Camera dei deputati Niccolò Invidia, ricercatore presso l’Institute for Economic Innovation,[26] esperto in politiche del futuro e dell’innovazione, intelligenza artificiale e relazioni internazionali. Dichiaratamente sostenitore delle idee transumaniste,[27] Invidia contesta il concetto di scarsità delle risorse, riconcettualizzandolo alla luce e in funzione del livello delle tecnologie esistenti e future, e ritiene che il progresso tecnoscientifico avrà presto il potenziale di rivoluzionare la condizione umana, sotto il profilo sia fisico sia cognitivo. Dal luglio 2018 è membro della delegazione italiana per l’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

Transumanesimo nella pratica

Per l’evoluzione personale e l’autocreazione, i transumanisti tendono a utilizzare tecnologie e tecniche che migliorino le proprie condizioni fisiche e cognitive, e si impegnano in esercizi e stili di vita specificatamente progettati per aumentare la salute ed estendere la durata della vita.[28]

Molti transumanisti si definiscono anche “transumani” ossia si sforzano attivamente di divenire postumani, cosa che affermano sia il prossimo gradino significativo dell’evoluzione della specie umana. Viene infatti previsto che specifiche innovazioni biotecnologiche e nanotecnologiche provocheranno un balzo significativo in tale direzione dopo la metà del XXI secolo. A seconda dell’età, comunque, alcuni transumanisti si preoccupano di non poter raccogliere i benefici di queste future tecnologie e sono dunque grandemente interessati alle pratiche che permettono di allungare la vita e, come ultima risorsa, alla sospensione crionica.

Critiche al transumanesimo

Le critiche al transumanesimo possono essere divise in due categorie principali: le obiezioni sulla possibilità che gli obiettivi dei transumanisti possano essere raggiunti, e le obiezioni sulla desiderabilità dei suoi obiettivi e sui suoi principi. Talora tali critiche sono mosse anche congiuntamente.

Critiche rispetto alle possibilità della scienza

Il genetista e scrittore di fantascienza Steve Jones afferma che l’umanità non avrà mai la tecnologia che i fautori del transumanismo desiderano. Egli una volta scherzò dicendo che le lettere del codice geneticoACG e T dovrebbero essere rimpiazzate con le lettere H, Y, P ed E (che in inglese significano “esagerazione”).

Nel suo libro Futurehype: The Tyranny of Prophecy (“Esagerazione futura: la tirannia della profezia“), il sociologo della University of Toronto Max Dublin sottolinea le molte previsioni errate nel passato al riguardo del progresso tecnologico e sostiene che le previsioni dei moderni futurologi si dimostreranno altrettanto errate. La sua critica si rivolge anche contro il fanatismo nella spinta per il progresso della causa transumanista, per il quale sostiene che esistono paralleli storici nelle ideologie religiose e marxiste.

Critiche rispetto ai principi

I critici o gli avversari della visione transumanista affermano che il modo più efficace per il miglioramento della società consista nel miglioramento del comportamento etico, piuttosto che nello sviluppo tecnologico e si preoccupano del fatto che l’attenzione rivolta a quest’ultimo faccia dimenticare il resto. A volte la differenza è solo nell’importanza maggiore o minore attribuibile al progresso sociale ed etico e al progresso tecnologico, mentre in altri casi le divergenze si basano su concezioni diverse della natura umana.

Uno dei più interessanti critici al transumanismo è Bill Joy, cofondatore della Sun Microsystems, che afferma nel suo articolo Why the future doesn’t need us (“Perché il futuro non ha bisogno di noi“) che gli esseri umani probabilmente finiranno con l’estinguersi attraverso le trasformazioni sostenute dal transumanesimo. Forse questa critica si rivolge più propriamente alla singolarità tecnologica.

L’astronomo britannico Martin Rees (nel libro Our Final Hour, “La nostra ultima ora“) sostiene che il progresso scientifico e tecnologico comporta altrettanti rischi di disastro che opportunità di miglioramento, e propone norme di sicurezza più rigide. Anche lo storico Yuval Noah Harari supporta simili riflessioni in un’opera dedicata anche a questo tema, Homo Deus.

Il movimento ambientalista sostiene il principio di precauzione nell’applicazione industriale degli sviluppi tecnologici e addirittura la cessazione della ricerca in aree ritenute potenzialmente pericolose. Alcuni “precauzionisti” credono che l’intelligenza collettiva dell’umanità dovrebbe prima organizzarsi in modo da essere pronta a superare i pericoli prodotti da intelligenze artificiali, incarnazioni tecnologiche delle Autorità, che non condividono la brevità dell’attuale vita umana. Forse il bersaglio delle critiche ambientaliste non è il progetto transumanista di potenziamento della natura umana.

Soprattutto in base alle iniquità sociali (divario digitale, miseria di massa) proiettate nella biopolitica, altri critici fanno notare la soggettività di concetti come “miglioramento” e “limitazione”, e osservano una pericolosa somiglianza con le vecchie ideologie eugenetiche in merito ad una “razza superiore”, preoccupandosi di quello che il transumanesimo potrebbe significare in futuro, come ad esempio separazioni e discriminazioni di natura sociale fra i “migliorati” e chi non lo è (oppure, al contrario, fra “modificati” e “naturali”), rischiando di sfociare in un contrasto fra “superiori” ed “inferiori”. Alcuni critici, inclusi alcuni transumanisti, disapprovano la comparsa del cosmoteismo pierciano, del prometeismo, del transtopianismo nelle frange dell’estrema destra del movimento transumanista.

L’economista politico conservatore Francis Fukuyama, autore di La Fine della Storia, sostiene nel suo libro L’uomo oltre l’uomo. Le conseguenze della rivoluzione biotecnologica che l’obiettivo transumanista di alterare la natura umana e l’uguaglianza tra gli esseri umani rischia di minare nei fatti gli ideali della democrazia liberale. Altri “bioconservatori” come Bill McKibbenFrancesco D’AgostinoPietro Barcellona e alcuni clericalisti sostengono infine che ogni tentativo dell’individuo di alterare la propria natura (attraverso la clonazione e/o l’ingegneria genetica) è di per sé stesso immorale.

I punti di attrito fra cattolicesimo e transumanesimo sono numerosi, dato che si basano su una concezione antropologica e un orizzonte escatologico differenti; in particolare i cattolici criticano la sostanziale mancanza di limiti in ambito bioetico in favore di una (pressoché assoluta) libertà di scelta individuale propugnata dai transumanisti.[29][30][31]

Alcuni transumanisti confuterebbero tali osservazioni e critiche ambientaliste, ideologiche o bioetiche, rileggendo il transumanesimo come una filosofia contemporanea essenzialmente progressista[32] e libertaria e nel solco storico della futurologia umanistica.[33]

Alcuni autori ritengono che l’umanità sarebbe già transumana, perché il progresso della medicina negli ultimi secoli ha modificato in modo significativo la nostra specie. Tuttavia, non lo sarebbe in modo consapevole e quindi, per questo, non sarebbe ancora tutta transumanista.[34]

Rappresentazioni di fantasia del transumanesimo

La fantascienza ha dipinto il transumanesimo in varie forme da molti anni.

Il sottogenere che più si è occupato di questi temi è però stato il filone cyberpunk, con riferimenti ancor più espliciti e settoriali nel nanopunk e nel biopunk.

L’autore e filosofo inglese Olaf Stapledon si è occupato molto del superamento dei limiti dell’umanità e in romanzi come Infinito e Il costruttore di stelle presenta numerose specie che fanno uso dell’ingegneria genetica per creare discendenze che siano superiori intellettualmente e persino moralmente. Un passo successivo è la fusione di tutte le coscienze della specie in una mente collettiva planetaria. Un parallelo dottrinale si può trovare in letteratura nell’opera del surrealista Raymond Queneau (soprattutto nel poema Piccola cosmogonia portatile, che dichiara l’essere umano come creatura di passaggio) e nell’opera di Samuel Butler (soprattutto Erewhon e Ritorno in Erewhon).

Relativamente al tema della singolarità tecnologica, Isaac Asimov nel racconto L’ultima domanda, descrive Multivac, un enorme calcolatore che si autoregola e impara dai propri errori.[35]

Ne La matrice spezzata di Bruce Sterling, uno dei primi romanzi cyberpunk, l’umanità non solo ha la possibilità di modificare il proprio corpo sia meccanicamente, sia geneticamente, ma anche di prolungare la vita o addirittura cambiare totalmente l’aspetto.

Il Ciclo della Cultura di Iain Banks dipinge un futuro nel quale la nostra galassia è dominata da una civiltà chiamata “La Cultura“, che rappresenta secondo alcuni diversi principi transumanisti. La Cultura è una perfetta società utopicaanarchica e socialista nella quale ogni membro ha l’abilità di alterare il proprio corpo e la propria genetica attraverso la tecnologia. Un legame molto chiaro con il transumanesimo è lo sviluppo di “ghiandole medicinali” nei corpi umani, che permettono alla gente di produrre ed utilizzare all’interno dei loro cervelli e a proprio vantaggio migliaia di combinazioni di sostanze psicoattive.

Transumanismo, Singolarità e questioni attinenti alla trasformazione postumana sono rappresentati nella produzione letteraria di Charles Stross, in particolare nel romanzo Accelerando, e in quella di Greg Egan (vedi Permutation CityLa scala di SchildDiaspora).

Nel film d’animazione Lupin III – La pietra della saggezza il cattivo Mamoo ha conservato il suo cervello creando una serie di cloni (sia suoi, sia d’illustri personaggi del passato) verso la ricerca dell’immortalità.

Gli Ouster del ciclo dei Canti di Hyperion di Dan Simmons sono un esempio di transumanità, sempre al limite del postumano. Invece di rimanere attaccati alla roccia (“clinging to rocks“) come il resto dell’umanità (che li odia e li teme, considerandoli dei barbari), si dirigono verso lo spazio profondo, adattando loro stessi a quell’ambiente utilizzando la nanotecnologia, ed entrando in relazione simbiotica con la loro tecnologia. Nel libro Ilium, Simmons descrive una differente situazione nel lontano futuro, dove i postumani sembrano essere stati consumati dalla loro stessa tecnologia, una piccola popolazione di umani meno modificati continua a vivere sulla Terra, totalmente dipendente da una tecnologia che non comprende, e gli esseri più progrediti ed “umani” del sistema solare sono dei robot intelligenti che vivono sulle lune di Giove.

Un buon esempio di critica alle visioni autoritarie del transumanesimo è invece il film Gattaca, la porta dell’universo, in cui la selezione prenatale del corredo genetico perfetto dei nascituri ha dato origine alla sottoclasse dei “non-validi”, le persone nate in modo naturale. Il protagonista Vincent sogna da sempre di diventare un astronauta e decide di entrare a Gattaca, l’organo aerospaziale responsabile delle missioni interplanetarie. Vincent è un non-valido e non avrebbe nessuna speranza di passare il test sanguigno necessario per essere assunti ma sfida il sistema comprando illegalmente l’identità di un paraplegico, Jerome, geneticamente perfetto.

Lo scrittore francese Michel Houellebecq nel suo controverso libro Le particelle elementari ipotizza un futuro in cui il transumanesimo, nella forma di modificazioni genetiche in grado di garantire una sostanziale immortalità, diventi lo strumento per eliminare i limiti e le problematiche che hanno reso il genere umano infelice e conflittuale. Nel successivo La possibilità di un’isola, però, ambientato in gran parte in un futuro dove questo passo si è realizzato, permane comunque l’insoddisfazione ed il senso di incompletezza, che spinge i nuovi umani a rischiare la propria integrità, alla ricerca di qualcosa in grado di fornire una risposta più soddisfacente alla propria condizione esistenziale, apparentemente idilliaca.

Lo scrittore Dan Brown nel suo romanzo Inferno dedica ampie note alla cultura transumanista e prospetta uno scenario a tinte fosche sulla diffusione di un agente patogeno come contromisura al sovraffollamento del pianeta.

Nel videogioco Half-Life 2, i principali nemici del giocatore sono transumani creati da una razza aliena conosciuta come “the Combine”. L’avversario umano e governatore fantoccio della Terra, il dottor Breen, dichiara che lo stato transumano è necessario e può solo essere raggiunto con un aiuto esterno (alieno).

I videogiochi HaloHalo 2 e Halo 3 seguono le imprese del Master Chief, il risultato di un progetto di potenziamento ed estensione delle specifiche umane per mezzo della cibernetica e dell’alterazione genetica.

Nell’universo di Warhammer 40k le unità scelte dell’Imperium degli uomini, gli Space Marine, sono il frutto di combinazioni genetiche e protesi meccaniche avanzatissime compiute su esseri umani, al fine di renderli estremamente forti e resistenti.

I videogiochi della serie Deus Ex sono incentrati sulla rappresentazione di un futuro mondo transumano. Il simbolo [h+] appare anche nei video del terzo capitolo, Deus Ex: Human Revolution.

Nel videogioco Bioshock, il protagonista si trova in una città sottomarina in cui tutti gli abitanti si sono ricombinati con l’Adam, sostanza in grado di alterare il materiale genetico, acquisendo quindi particolari abilità. Il protagonista dovrà quindi ricombinarsi a sua volta per poterli fronteggiare tramite poteri come l’incenerimento, l’elettroscarica, la telecinesi e i dardi criogeni.

Nel film Transcendence viene ripreso in parte il tema del transumanesimo.

Nel videogioco Armored Core la tecnologia Human + è parte fondamentale della trama. Nasce come una serie di esperimenti che hanno l’intento di potenziare le capacità fisiche e mentali di una persona, consentendo così di manovrare con grande abilità i mecha tipici della serie.

Nel videogioco SOMA il cervello delle persone può essere clonato all’interno di chip corticali, che talvolta sono innestati su corpi riportati in vita, oppure in simulazioni all’interno di computer.

Nel film Humandroid del regista Neill Blomkamp, si affronta la tematica transumanista del trasferimento di coscienza in un corpo meccanico.

Note

  1. ^ Pierre Theilard de Chardin, 16, in The Future of Man, Image Books, 1949, p. 239.
  2. ^ Huxley, JulianIn New Bottles for New Wine, Chatto & Windus, 1957, p. 13-17. URL consultato il 24 febbraio 2006 (archiviato dall’url originale il 25 giugno 2016).
  3. ^ Salta a:a b Sapere.it, “Transumanesimo”
  4. ^ estropico – “Transhuman: un documentario su Anders Sandberg e il transumanesimo”
  5. ^ Il Sole 24Ore – “Der Mensch, die kleine Narrenwelt”
  6. ^ L’Espresso, “Moriremo a mille anni”
  7. ^ Giovanni C. Stile, Transumanesimo. Una introduzione all’idea di evoluzione autodiretta, in Laboratorio dell’ISPF: rivista elettronica di testi, saggi e strumenti del CNR, XII, 2015, DOI:10.12862/ISPF15L406.
  8. ^ Riccardo Campa, Toward a transhumanist politics, su ieet.orgURL consultato il 26 febbraio 2015.
  9. ^ Natasha Vita-More, TRANSHUMAN. An evolutionary transition. A brief history, su natasha.cc.
  10. ^ Transumanesimo – Manifesto Fondativo, su transumanisti.org.
  11. ^ L’utopia di Trotsky. Un socialismo dal volto postumano
  12. ^ I PRECURSORI – Associazione Italiana Transumanisti
  13. ^ Eric Steinhart, Teilhard de Chardin and Transhumanism, in Journal of Evolution and Technology, vol. 20, n. 1, 2008, pp. 1-22.
  14. ^ L’idea dell’immortalità terrena. Una nuova sfida per la teologia. Transumanesimo e Cristianesimo di fronte all’immortalità terrena, su estropico.orgURL consultato l’11 febbraio 2016 (archiviato dall’url originale il 15 febbraio 2016).
  15. ^ Transhumanist FAQ, «Transhumanists reject speciesism, the (human racist) view that moral status is strongly tied to membership in a particular biological species, in our case homo sapiens.» (in italiano «I transumanisti rifiutano lo specismo, la visione (umana razzista) secondo la quale lo stato morale sia fortemente legato all’appartenenza a una particolare specie biologica, nel nostro caso l’homo sapiens.»)
  16. ^ Dichiarazione Transumanista, articolo 7, «Sosteniamo il benessere di tutti gli esseri senzienti, compresi gli esseri umani, gli animali non umani, e qualunque altra futura mente artificiale, forme di vita modificate, o altre intelligenze a cui il progresso tecnologico e scientifico possa dar luogo».
  17. ^ Christian Transhumanist Association, su christiantranshumanism.org.
  18. ^ Mormon Transhumanist Association, su transfigurism.orgURL consultato il 27 febbraio 2016 (archiviato dall’url originale il 3 marzo 2016).
  19. ^ Bibliografia italiana di Damien Broderick, su Catalogo Vegetti della letteratura fantasticaFantascienza.com(aggiornato fino al gennaio 2010)
  20. ^ Humanity+ – About
  21. ^ Il Sole 24Ore – “Oltre uomo”
  22. ^ Paolo RossiSperanze, Il Mulino, 2008, p. 76, ISBN 978-88-15-12700-6.
  23. ^ Benvenuti su Estropico 2.0, su estropico.orgURL consultato il 9 luglio 2015 (archiviato dall’url originale il 10 luglio 2015).
  24. ^ (EN) Italy elects first transhumanist MP
  25. ^ G. Vatinno, La “setta” di Natasha-Vita More e David Wood, su giuseppevatinno.itURL consultato il 29 luglio 2015 (archiviato dall’url originale il 29 luglio 2015).
  26. ^ Niccolò Invidia | Institute for Economic Innovation
  27. ^ Nota biografica di Niccolò Invidia, su facebook.comURL consultato il 1º gennaio 2019.
  28. ^ Vedi “cyborg“.
  29. ^ Riccardo Campa, “La nostra bioetica e la loro”. Sul conflitto tra cattolici e postumanismo
  30. ^ Transumanisti e darwiniani estremisti, su avvenire.itURL consultato il 6 dicembre 2013(archiviato dall’url originale l’11 dicembre 2013).
  31. ^ Darwin tramonta dietro la tecnologia?, su avvenire.itURL consultato il 6 dicembre 2013(archiviato dall’url originale l’11 dicembre 2013).
  32. ^ Transumanesimo LEFT 3.0 contro l’estrema destra
  33. ^ estropico – “Galileo e la vergine”
  34. ^ Miquel Casas, El fin del Homo sapiens: La naturaleza y el transhumanismo, Madrid, Ápeiron, 2017, ISBN 978-84-16996-35-3.
  35. ^ http://www.futureshock-online.info/pubblicati/fsk59/html/bellon.htm

Bibliografia

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  • Riccardo Campa (a cura di), Divenire II. Rassegna di studi interdisciplinari sulla tecnica e il postumano, 2009, Il Sestante. ISBN 9788896333013.
  • Riccardo Campa (a cura di), Divenire III, FUTURISMO. Rassegna di studi interdisciplinari sulla tecnica e il postumano, 2009, Il Sestante. ISBN 9788895184555.
  • Antonella Canonico, Gabriele Rossi, Semi-Immortalità. Il prolungamento indefinito della vita, Lampi Di Stampa, 2007. ISBN 9788848806404.
  • Miquel Casas, El fin del Homo sapiens: La naturaleza y el transhumanismo (Prologo de Riccardo Campa), 2017, Ápeiron ISBN 978-84-16-99635-3.
  • Emanuela Ciuffoli, Manipolazioni corporee tra chirurgia e digitale, Meltemi Editore, 2007. ISBN 9788883535628.
  • Francis Fukuyama, L’uomo oltre l’uomo. Le conseguenze della rivoluzione biotecnologica, 2002, Mondadori. ISBN 9788804506874.
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  • Jürgen Habermas, Il futuro della natura umana. I rischi di una genetica liberale, Einaudi, 2002. ISBN 9788806163723.
  • Ray Kurzweil, La singolarità è vicina, Apogeo, 2008. ISBN 9788850325047.
  • Jeremy Rifkin, Il secolo biotech. Il commercio genetico e l’inizio di una nuova era, Baldini Castoldi, 2003. ISBN 9788880898306.
  • Aldo Schiavone, Storia e destino, Einaudi, 2007. ISBN 9788806177829.
  • Gregory Stock, Riprogettare gli esseri umani. L’impatto dell’ingegneria genetica sul destino biologico della nostra specie, Orme Editori, 2005. ISBN 9788888774206.
  • Giuseppe Vatinno, Il Transumanesimo. Una nuova filosofia per l’Uomo del XXI secolo, Armando Editore, 2010. ISBN 978-88-6081-740-2.
  • Roberto Marchesini Posthuman. Verso nuovi modelli di esistenza , Torino, Bollati Boringhieri , 2001, ISBN 978-88-339-1379-7.
  • Roberto Marchesini Il tramonto dell’uomo. La prospettiva postumanista , Bari, Dedalo, 2009, ISBN 978-88-220-5381-7.

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