Freddy Mercury era Zoroastriano …

https://it.wikipedia.org/wiki/Zoroastrismo

Video molto interessante

Angeli nello Zoroastrismo


Zoroastrismo
Mazdeismo
Faravahar-Gold.svg

Un Fravašay alato. Questo simbolo rappresenta lo “spirito guardiano”, ma anche l’anima dell’uomo.

Gli “angeli” ricoprono un ruolo fondamentale nella religione zoroastriana[16].
Lo Zoroastrismo (o Mazdeismo) è la religione fondata dal profeta iranico Zarathuštra[17] presumibilmente tra il X e l’VIII secolo a.C. e che avrà una notevole influenza sull’Ebraismo e sullo stesso Cristianesimo[18]. Tale fede religiosa presuppone l’esistenza di un unico Dio indicato con il nome di Ahura Mazdā (Colui che crea con il pensiero) sapiente, onnisciente e sommo bene il quale all’origine dei tempi creò due spiriti superiori (mainyu) più una serie di spiriti secondari. Dopo tale creazione, uno dei due spiriti superiori, Angra Mainyu (Spirito del male), si ribellò al Dio unico trascinando con sé una moltitudine di esseri celesti secondari denominati Daēva, l’altro spirito superiore Spenta Mainyu (Spirito santo del bene) unitamente ad altri spiriti secondari indicati come Ameša Spenta restarono invece fedeli ad Ahura Mazdā, avviando uno scontro cosmico tra il Bene e il Male di cui la creazione dell’universo materiale e dell’uomo ne rappresenterà l’elemento centrale[19]. All’interno di questo quadro cosmico l’uomo creato dal Dio unico deve scegliere se schierarsi con il Bene o con il Male, il fedele zorastriano non ha dubbi al riguardo:

(AE)«nâismî daêvô, fravarânê mazdayasnô zarathushtrish vîdaêvô ahura-tkaêshô staotâ ameshanãm speñtanãm ýashtâ ameshanãm speñtanãm, ahurâi mazdâi vanghavê vohumaitê vîspâ vohû cinahmî ashâunê raêvaitê hvarenanguhaitê ýâ-zî cîcâ vahishtâ ýenghê gâush ýenghê ashem ýenghê raocå ýenghê raocêbîsh rôithwen hvâthrâ.»(IT)«Io maledico i daēva. Mi professo adoratore di Mazdā, seguace di Zarathuštra, nemico dei daēva e accettando la dottrina di Ahura, lodo e venero gli Ameša Spenta, assegno tutto ciò che è bene ad Ahura Mazdā, pieno di Aša, ricco di splendore, pieno di hvarenah, da Lui proviene la Vacca[20], da Lui proviene Aša, da lui proviene la Luce e la luminosità delle stelle di cui sono vestiti gli esseri e le cose ricche di gloria.»
(AvestāYasna, XII,1)

Così Arnaldo Alberti:

«Ameša Spenta, Immortali benefici. Yn 0.5 e 12.1. Le entità spirituali più elevate, create da Ahura Mazdā per affiancare l’uomo nella sua lotta contro il Male. Sono i “predecessori” degli arcangeli e includono le maggiori entità divine, come Vohū Manah, il buon Pensiero, Aša, l’ordine e la rettitudine, Ārmaiti, la santa devozione e la pietà, Haurvatāt, la perfezione e la salute, Ameretāt, l’immortalità, Xšāthrā, il dominio il potere supremo e lo stesso Ahura, il Signore.»
(in Avestā a cura di Arnaldo Alberti. Torino, Utet, 2008, pag.623)

Il libro sacro dello Zoroastrismo, l’Avestā, menziona al VI verso del I Yasna anche degli esseri angelici denominati Fravašay (anche Fravaši) in qualità di “angeli custodi” o “spiriti guardiani benefici” degli uomini vivi, delle loro famiglie e comunità e delle loro anime dopo la loro morte[21].

Un’ulteriore entità spirituale, indicata come Yazata[22] (lett. il “venerabile”) e assimilabile anch’essa alla nozione di angelo, compare tra gli altri nello Yasna I, 3 dell’Avestā:

(AE)«nivaêdhayemi hañkârayemi asnyaêibyô ashahe ratubyô, hâvanêe ashaone ashahe rathwe, nivaêdhayemi hañkârayemi sâvanghêe vîsyâica ashaone ashahe rathwe, nivaêdhayemi hañkârayemi mithrahe vouru-gaoyaotôish hazangrô-gaoshahe baêvare-cashmanô aoxtô-nâmanô ýazatahe râmanô hvâstrahe!»(IT)«Annuncio (e) celebro (questo yasna) in lode degli Asnya, i santi del giorno, maestri di rettitudine; degli Hāvani, i santi guardiani del mattino,, santificati da Aša e maestri di rettitudine; annuncio e celebro (questo yasna) in lode di Sāvanghi, protettore del bestiame, e di Vīsya, angelo custode del villaggio, santificati da Aša e maestri di rettitudine; annuncio e celebro (questo yasna) in lode di Mithra dagli ampi pascoli, dalle mille orecchie e dalla miriade di occhi, lo yazata di cui si celebra il nome, e di Rāman Xvāstra, lo yazata della pace bucolica.»
(AvestāYasna, I,3. Traduzione Arnaldo Alberti, in Avestā. Torino, UTET, 2008, pag.90)

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