il Novecento e il ritorno dell’esoterismo. Umberto Eco

Fonte

Il contributo è tratto da Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, edizione in 75 ebook

Il Novecento è stato un secolo di grande avanzamento della scienza, della vittoria della liberaldemocrazia sulle ideologie totalitarie ma anche del ritorno dell’esoterismo. Iniziato con la rivoluzione quantistica e con quella relativistica, si è concluso con l’implosione dell’Impero sovietico. Ma è anche iniziato con l’espansione della teosofia e con la rinascita dell’astrologia, per concludersi col sincretismo esotericizzante della new age.

Il rapporto con l’arte e con la scienza

Vi è un intreccio tra i grandi eventi storici, i fenomeni scientifici e culturali che hanno caratterizzato il Novecento e il ritorno dell’esoterismo. La vocazione esoterica si diluisce nella massoneria ufficiale e istituzionalizzata, per emigrare dapprima nelle sue frange di frontiera e poi in ambiti culturali che fiancheggiano la politica e persino la scienza.

La teosofia influenza Kandinskij , Klee e Mondrian , d’Annunzio è iniziato alla massoneria di frangia del martismo, Picasso fonda con Satie una società per approfondire il rapporto tra arte e “scienze occulte” e, attraverso il matematico Henri Poincaré , si avvicina alla teoria della relatività, mentre dipinge Les Demoiselles d’Avignon. Giacomo Balla frequenta la società teosofica romana, dove può incontrare, per quanto riguarda i rapporti con la politica, i giovani Giovanni Amendola e Julius Evola . Luigi Russolo si interessa di esoterismo e lo racconta in Al di là della materia.

Sull’incontro tra astrologia e scienza troviamo l’interesse per la prima di fisici come Wolfgang Pauli, Pasqual Jordan – presso il quale fece apprendistato il giovane laureato Enrico Fermi – che con Werner Heisemberg contattò Niels Bohr durante la gara fra nazisti e americani per arrivare alla bomba atomica. Bohr definiva Heinseber “molto misticheggiante” (si può dire para-esoterico).

Esoterismo e cultura politica

Questa vicenda ci collega a quello che è probabilmente il principale filo conduttore per valutare l’influenza dell’esoterismo nel Novecento: cioè il rapporto non solo con l’arte e con la scienza, ma con la cultura politica.

Di questo rapporto, il nazionalsocialismo è l’esempio più noto e più studiato. Ma esso concerne, in misura diversa, tutte le culture politiche del secolo: ha sfiorato il fascismo e persino il comunismo, ma è largamente presente anche nella cultura liberaldemocratica.

Alcuni leader del futuro NSDAP (Partito Nazional Socialista dei Lavoratori) si formano nella occulta Thüle Gesellschaft: Hitler ne è socio corrispondente, ne fanno parte Rudolf Hess, poi numero due del partito, e Hans Frank, futuro ministro della Giustizia (oltre che avvocato personale del Führer) e governatore della Polonia occupata. Hans Himmler, come Hess, è un cultore dell’astrologia e crede nella reincarnazione: è sicuro che riviva in lui Enrico l’Uccellatore, primo re di Germania (il personaggio del Lohengrin); e la magia delle rune (da cui la sigla delle SS) ispira la guardia armata del nazismo, per i cui quadri era stato costruito il castello di Wewelsburg, in cui si presumeva di riprendere le pratiche e le liturgie “occulte” dei cavalieri Templari e di quelli della Tavola Rotonda di re Artù.

L’esasperato razzismo del culto ariano ha pure radici esoteriche, che risalgono a queste componenti del romanticismo tedesco dell’Ottocento, un’evoluzione ben descritta da George Mosse (1918-1999) – in Le origini culturali del terzo Reich del 1968 – e che riveste l’antisemitismo di una lettura alla luce delle magie cabalistiche: per cui, come scriverà Hitler nel Mein Kampf, l’ebreo da un lato è un “sottouomo”, ma dall’altro è dotato di poteri straordinari, che gli permettono di sedurre le ragazze ariane e di puntare alla conquista del mondo, perchè “la purezza del sangue conserva l’ebreo meglio di ogni altro popolo della Terra”.

L’evidente rapporto tra nazionalsocialismo ed esoterismo – un rapporto deviato e degenerato, sostengono gli esoteristi “democratici” – ha suggerito un crescente interesse per questo aspetto della cultura di destra. Vi sono una serie di esperienze che vanno dalla Legione dell’arcangelo Michele e della sua Guardia di Ferro nella Romania di Cornelio Codreanu – una sorta di fascismo mistico-cristiano, con una liturgia di sacrificio e di morte – all’Argentina del peronismo, del cui ultimo governo prima della dittatura militare del 1976 fa parte, come ministro del Benessere Sociale, José Lopez Rega (1916-1989), astrologo, detto el brujo (“lo stregone”), che aveva iniziato la sua carriera come guardia del corpo di Juan Domingo Perón e la concluse come padrone di fatto del Paese sotto la presidenza di Isabella Perón, prima di essere esiliato dai militari.

In questo quadro del rapporto tra esoterismo (più o meno “deviato”) e culture politiche della destra, si può dire che il fascismo sia stato solo sfiorato dall’esoterismo. I suoi leader avevano prevalentemente un’altra formazione, dal socialismo massimalista e rivoluzionario del primo Mussolini alla iniziazione alla massoneria (ormai poco esoterica, ma volta al “profano” della politica) dei ras squadristi, da Italo Balbo a Roberto Farinacci .

Meno nota è la presenza di questa cultura, in genere di derivazione massonica, nella cultura politica della sinistra rivoluzionaria, dai precedenti giacobini – l’ambiente di Robespierre, del “filosofo sconosciuto” Louis-Claude de Saint-Martin , proposto come rieducatore del Delfino, i cui seguaci, dopo oltre un secolo, avrebbero, come si è detto, “iniziato” d’Annunzio – sino ad Auguste Blanqui autore de Dagli astri all’eternità.

Ma la cultura esoterica ha sfiorato anche il bolscevismo di Lenin e poi l’età staliniana. Il primo aspetto è comprensibile nel clima culturale del primo ventennio del Novecento (la teosofia, l’antroposofia).

Tra i collaboratori di Lenin ne furono influenzati Vladimir Bonc-Brujevic (1873-1955), suo segretario, e Anatolij Lunaciarskij (1875-1933), futuro ministro per l’Educazione nel primo governo dopo la rivoluzione d’ottobre. Aleksandr Bogdanov, tra i primi bolscevichi che polemizzò con Lenin in ambito filosofico e che insegnò anche alla scuola-quadri del partito in esilio, morì nel 1928 durante una sorta di esperimento alchemico, mentre cominciava il periodo staliniano durante il quale nelle scuole-quadri dei servizi segreti (dalla GPU al KGB) si studiava il paranormale.

Intanto la tradizione dei “costruttori di Dio”, di Nikolai Fedorov e dei suoi seguaci “cosmisti”, ispirava i precursori della missilistica sovietica, come Vernadskij (1863-1945) e Tsiolkovskij, che, prima di von Braun, permisero all’URSS un breve periodo di supremazia spaziale (1957-1961), con il primo volo dell’uomo nello spazio, durante il quale Jury Gagarin rese omaggio a Nikolaj Roerich, artista e occultista “cosmista”, mentre il suo atterraggio venne celebrato al suono, oltre che dell’Internazionale, della musica di Aleksandr Nikolajevic Scriabin, compositore esoterico.

Dopo aver resistito al “diamat” (materialismo dialettico) in regime autoritario, l’esoterismo russo, di antiche radici prerivoluzionarie e protrattosi sino a Brežnev, che si faceva curare dalla pranoterapeuta Djuna Davitashvili (1949-), prospera nella Russia postsovietica. Il più famoso dei veggenti occultisti, Anatolij Khaspirovskij è entrato in parlamento; il mago Jurij Longo propone pratiche per resuscitare i morti (ha tentato, senza successo con Lenin); e la veggente azera Malakat Nazariva (che ha predetto il terremoto in Armenia e la morte di un premier georgiano), profetizza sul luminoso futuro della nuova Russia.

Ma l’influenza esoterica si manifesta anche nell’ambito del razionalismo liberal-democratico, nei Paesi anglosassoni. Vi si intrecciano le tradizioni degli occultisti Hell Fire Club inglesi del Settecento, lo spiritismo dell’America ottocentesca delle sorelle Lea, Kate e Margaret Fox che si diffonde dal 1948 e le società neorosacrociane britanniche che si proiettano nel Novecento.

Anche Churchill consulta veggenti. La celebre esoterista Dion Fortune (1890-1946) combatte la battaglia d’Inghilterra con “catene” magiche. La studiosa Germana Pareti documenta, in Le tentazioni dell’occulto – Scienza ed esoterismo nell’età vittoriana (1990), fin dai tempi della regina Vittoria (che evocava il principe Alberto) la pratica di effettuare sedute spiritiche evocative fino a giungere a Lord Arthur Balfour, ministro degli Esteri inglese, celebre per la sua Dichiarazione del 1917 con la quale il governo britannico affermava di guardare con favore alla creazione di un focolare ebraico in Palestina (1917), che evocava la giovane fidanzata prematuramente scomparsa.

Alle origini dell’occultismo moderno tra Inghilterra e Stati Uniti d’America

È nell’età vittoriana che il deputato conservatore Lord Edward George Bulwer Lytton, amico e allievo di Alphonse-Louise Constant, diviene segretario di Stato alle colonie, che con il nome di Aliphas Levi è considerato il fondatore dell’occultismo moderno.

Autore di romanzi iniziatici quali ZazoniRienziLa razza ventura, in quest’ultima profetizza il vril, una forma magica di energia che darà il nome a società occultiste, Bulwer Lytton ispira i fondatori della celebre Hermetic Order of Golden Dawn (abbreviata in Golden Dawn, “alba dorata”), creata nel 1888, dopo la sua morte (1873).

Di essa fanno parte scrittori come Arthur Machen (1863-1947), Bram Stoker, il famoso inventore del personaggio di Dracula, Thomas Eliot e Alistair Crowley, forse il più noto “mago” del XX secolo. Primo Grande Maestro dell’Ordine è Wynn Westcott (1848-1925), seguito da McGregor Mather, che sposa la sorella di Henri Bergson e tenta di stabilire un legame concettuale tra la tradizione occultista e la filosofia intuizionista bergsoniana dello slancio vitale, visto come analogo alla misteriosa energia vril di Bulwer Lytton.

Gran Maestro della Golden Dawn è anche uno dei maggiori poeti del XX secolo, William Yeats. Mentre Eliot si converte dal protestantesimo al cattolicesimo e ammira lo scrittore francese Charles Maurras, fondatore della monarchica Action Française – alla quale appartiene il giovane de Gaulle –, Yeats influenzerà Ezra Pound, ammiratore di Mussolini sino a sostenere la guerra dell’Asse contro i suoi pur amati Stati Uniti (aveva un antenato tra i fondatori). Lo stesso Yeats, pure ammiratore dei fascisti europei è, in politica, un acceso nazionalista irlandese, diventando nel 1922 senatore dell’Ulster, di cui sostiene l’unione con l’Inghilterra, preferendo il governo di una famiglia reale in cui l’occultismo è di casa fino alla seconda guerra mondiale, rispetto a un’Irlanda laica e repubblicana di De Valera.

La vicenda di Ezra Pound, i cui Cantos sono ricchi di richiami esoterici, ci porta agli Stati Uniti, nei quali i rapporti con l’esoterismo, presenti nel New England sin dalla storia delle “streghe” di Salem, si prolungano sino ai nostri tempi, mentre nel vicino Canada pratica lo spiritualista William Lyon Mackenzie King (1874-1950), il più celebre dei suoi premier, ammiratore di Hitler prima di diventarne nemico risoluto allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Se negli Stati Uniti di oggi la tradizione occultista si prolunga nei gruppi rock “satanici”, che si ispirano ad Alistair Crowley, il rapporto tra occultismo e con la politica si riscontra lungo tutto il secolo: dalla presidenza del democratico Roosevelt a quella del repubblicano Reagan . Infatti sotto la presidenza di Roosevelt, pratica l’astrologia ed è in corrispondenza con il teosofo russo Nikolaj Roerich il ministro dell’Agricoltura Henry Wallace (1888-1965), uomo del New Deal, che era nel 1944 un possibile vice presidente in alternativa a Herry Truman.

Durante la presidenza Reagan, è stabile alla Casa Bianca l’astrologa Joan Quigley, che scrive nel 1990 What does Joan say? My seven years as White House astrologer to Nancy and Ronald Reagan. Anche Hilary Rhodan Clinton (1947-), Segretario di Stato statunitense, ha uno “spirito guida” che ritiene di identificare in Eleanor Roosevelt (1884-1962). Ma il neoesoterismo statunitense è oggi soprattutto presente nella new age, che alle tradizioni europee qui sintetizzate unisce l’influenza delle culture orientali – il Tao della fisica, celebre libro di Fritjof Capra (1935-) – e anche quella dell’ufologia, con i suoi canali spaziali che mettono in comunicazione con gli extraterrestri, anziché coi defunti dello spiritualismo.

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